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Martedì 29 novembre 2016 - 10:46

Palestina, Fatah apre il suo Congresso: il primo da sette anni

Con obiettivo di rinnovare vertici e rafforzare Abu Mazen
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Ramallah, 29 nov. (askanews) – Il partito al Fatah, principale movimento politico palestinese, si riunisce oggi nel suo primo congresso in sette anni per tentare di serrare i ranghi attorno al presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen), sempre più indebolito dalla contestazione popolare e interna. Momento principale del congresso sarà l’elezione, a partire da venerdì, del nuovo direttivo, il Consiglio rivoluzionario – 80 membri eletti e una quarantina nominati – e il Comitato centrale, con i suoi 18 membri eletti e quattro nominati dal presidente.

I risultati delle elezioni forniranno idee più chiare sulle differenti correnti interne ad al Fatah, partito segnato da divisioni anche profonde. Il principale gruppo dissidente, strenuo avversario di Abu Mazen, fa capo a Mohammed Dahlan, che vive in esilio negli Emirati arabi uniti.

Per Jibril Rajoub, membro del Comitato Centrale e difensore accanito dello sport palestinese, questo Congresso dovrebbe prima consentire di rivedere a fondo l’organizzazione del movimento, fondato nel 1959. “Il sistema degli anni ’60 non può più funzionare nel 2016”, ha commentato. “Dobbiamo tenere in considerazione le circostanze attuali: il sistema è stato creato quando eravamo nella diaspora e ora siamo sul territorio nazionale, è stato istituito per un passo rivoluzionario, ora abbiamo uno Stato”, ha insistito.

Queste elezioni permetteranno di “scegliere i leader per il prossimo passo”, ha detto all’Afp il numero due dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) Saeb Erekat, che sarà uno dei candidati per un nuovo mandato nel Comitato Centrale. Fatah è la “spina dorsale” dell’Olp, l’entità riconosciuta a livello internazionale come rappresentante dei palestinesi, ha ricordato da parte sua Wasel Abu Yousef, membro della direzione dell’Olp, legato al Fronte popolare per la liberazione della Palestina.

Obiettivo del Congresso, ha detto invece Mahmud Abu al-Hija, portavoce di Fatah, è quello di determinare “cosa fare” di fronte a “un orizzonte politico bloccato e una situazione di stallo nei negoziati”. Fatah evocherà inoltre le varie iniziative di pace proposte dalla Francia e dai Paesi arabi, e l’eventuale presa di posizione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla politica coloniale israeliana che continua a rosicchiare terreno ai Territori occupati.

Nel suo discorso di apertura, previsto per le 17 italiane, Abu Mazen affronterà tutti questi argomenti e dovrebbe fare cenno anche alle divisioni tra l’Autorità palestinese, che controlla la Cisgiordania, e Hamas, che governa la Striscia di Gaza impedendo lo svolgimento di elezioni da dieci anni.

(fonte afp)

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