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Martedì 29 novembre 2016 - 18:04

Msf, allarme inverno per 75.000 siriani bloccati a confine giordano

Le condizioni di vita peggiorano drammaticamente

Roma, 29 nov. (askanews) – La situazione umanitaria e sanitaria dei siriani bloccati al confine nord-orientale della Giordania, nella zona desertica conosciuta come “Berm”, peggiorerà ulteriormente nei prossimi mesi, quando le persone dovranno affrontare un secondo inverno nel deserto. Medici Senza Frontiere (MSF) ribadisce ancora una volta la necessità di accedere direttamente alle persone isolate, al fine di valutare e soddisfare le loro necessità mediche e garantire la fornitura equa di assistenza sanitaria adeguata.

Nonostante le Nazioni Unite abbiano annunciato la scorsa settimana di aver ripreso, dopo più di tre mesi, la fornitura di aiuti umanitari nel Berm, MSF ne critica i meccanismi e auspica che i controlli sullo stato di salute delle persone siano effettuati con la supervisione di professionisti medici qualificati.

Sono passati più di cinque mesi da quando la Giordania ha chiuso i confini con la Siria: una decisione che ha seriamente colpito l’accesso all’assistenza medica di base per oltre 75.000 siriani, di cui tre quarti donne e bambini, bloccati nel deserto da oltre due anni. Ancor prima della chiusura delle frontiere, le organizzazioni umanitarie non erano in grado di fornire assistenza adeguata e ora la situazione è diventata ancora più drammatica.

“Il freddo si sta facendo sentire sempre di più e le temperature dovrebbero presto scendere sotto lo zero”, dichiara la dott.ssa Natalie Thurtle, responsabile medico di MSF per il progetto Berm.

“Nel futuro prossimo, temiamo di veder morire bambini di ipotermia, perché è ciò che è accaduto lo scorso anno”.(Segue)

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