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Mercoledì 19 ottobre 2016 - 15:19

Due ministri giapponesi a santuario nazionalista, l’ira cinese

Ieri ci si erano recati 85 parlamentari
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Roma, 19 ott. (askanews) – Due ministri giapponesi si sono recati oggi al santuario shintoista Yasukuni, considerato dalle vicine Cina e Corea del Sud un simbolo del paessato nazionalista di Tokyo, all’indomani di un’analoga visita di parlamentari che ha suscitato le proteste di Pechino e Seoul.

La ministra degli Interni Sanae Takaichi e il ministro incaricato all’aumento della popolazione attiva, Katsunobu Kato, sono andati al santuario dove sono ricordati i soldati morti per l’Impero giapponese fino alla seconda guerra mondiale, compresa una dozzina di criminali di guerra condannati nel processo internazionale di Tokyo.

I due membri del gabinetto sono considerati vicini al primo ministro Shinzo Abe, che in questo festival d’autunno dello Yasukuni non si è recato al santuario, limitandosi a inviare un dono.

La portavoce della diplomazia cinese Hua Chunying ha denunciato “un atteggiamento inappropriato riguardo alla storia” da parte del Giappone. “Noi chiediamo al Giappone di confrontarsi col suo passato di aggrssione, a rompere chiaramente col militarismo e a fare atti concreti per riguadagnare fiducia dei suoi vicini asiatici e della comunità internazionale”, ha dichiarato ancora.

Già martedì, la Cina e la Corea del Sud avevano protestato dopo che circa 85 parlamentari nipponici si sono recati al santuario shintoista di Yasukuni.

(Fonte Afp)

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