Header Top
Logo
Giovedì 26 Novembre 2020

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Esteri
  • Renzi accetta sfida di Obama, e cita Enea: noi portatori di valori

colonna Sinistra
Mercoledì 21 settembre 2016 - 07:07

Renzi accetta sfida di Obama, e cita Enea: noi portatori di valori

Così il presidente parla davanti all'assemblea generale Onu
20160921_070706_9C8D0E28

New York, 21 set. (askanews) – Matteo Renzi è l’ultimo capo di stato a parlare davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel giorno dell’apertura dei lavori: il premier è salito sul podio attorno alle 9 di sera, chiudendo una giornata intensa che ha visto l’ultimo intervento di Ban Ki-moon da segretario generale, ma anche l’ultimo di Barack Obama da presidente americano, con il quale il leader ha voluto lasciare la sua eredità e parlare dell’impegno degli Stati Uniti nel mondo. E il presidente del consiglio è partito proprio dalla sfida lanciata da Obama, che “l’Italia accetta” visto che “staremo sempre dalla parte della democrazia, dei valori, degli ideali, con la concretezza di chi ha il grande sogno di fare della politica un’attività nobile e concreta assumendosi in toto il senso di una sfida che dalle nostre parti chiamiamo umanità”.

Il discorso di Renzi è fortemente simbolico, cita la mitologia ed Enea (metafora dell’Italia di oggi) che “si mette in viaggio con il padre sulle spalle, segno di una generazione che non ha paura delle proprie responsabilità e assicura al figlio Ascanio la possibilità di continuare a vivere e fondare la grande storia di Roma”. E poi c’è la pietas, tratto distintivo di Enea, quella che rende “una comunità degna di essere chiamata comunità”. Proprio la pietas sarà l’elemento di azione dell’Italia nel 2017, che si appresta ad accettare tre sfide: quella del consiglio di sicurezza dell’Onu (sarà membro non permanente per il 2017 e 2018 insieme all’Olanda), quella dell’Europa per il 60esimo anniversario dalla firma dei trattati a Roma, e infine quella del G7 nella splendida cornice di Taormina dove Renzi assicura si parlerà di Mediterraneo e di come investire nello sviluppo della regione.

“Tutte e tre queste sfide hanno la stessa matrice – dice Renzi – portare la nostra voce” che è un insieme di “valori antichi declinati in modo nuovo”, ma ha un tratto distintivo: la cultura. Una qualità fondamentale che ha il suo punto principale nell’educazione, perché anche investendo in essa “si può battere il terrorismo”. Renzi vuole chiudere la sua due giorni parlando di speranza, di fronte a un mondo pieno di minacce, dal terrorismo, ai cambiamenti climatici, fino ai disastri naturali come il terremoto che ha colpito Amatrice. Il premier invece torna al messaggio dato da Obama. Si può certo guardare al “futuro e avere paura – conclude Renzi – ma noi abbiamo la possibilità di seguire la strada della speranza”.

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra

Torna su