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Martedì 5 luglio 2016 - 16:45

Da Vexit a Calexit: i movimenti Usa che sognano di lasciare Washington

Dalle Hawaii al Vermont riprende fiato la spinta secessionista
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New York, 5 lug. (askanews) – Il successo della Brexit ha rinvigorito i movimenti secessionisti presenti negli Stati Uniti, che condividono lo stesso fastidio per un centro del potere – lì Bruxelles, qui Washington – considerato abusivo e lontano dal popolo. Così, dalle Hawaii al Vermont, c’è chi spera di separarsi da una nazione troppo grande, troppo distante o troppo diversa per poterla considerare come patria.
“Ã? ora importante per il Texas guardare alla Brexit come a un’ispirazione e a un esempio, perché anche i texani possono prendere il controllo del proprio destino” ha scritto Daniel Miller, presidente del Texas Nationalist Movement, in un comunicato stampa diffuso il giorno dopo il referendum nel Regno Unito. “Se il Regno Unito può lasciare l’Unione europea, allora il New Hampshire può lasciare gli Stati Uniti” ha detto pochi giorni fa il leader del nuovo movimento NHexit, durante una manifestazione a favore della secessione di fronte a un edificio federale di Manchester. Ci sono cinque movimenti, in particolare, che vanno analizzati:
– Vexit
Per il giornalista Rob Williams, la secessione del Vermont “dagli Stati Uniti dell’Impero” potrebbe essere la prossima. Sul Vermont Independent, una pubblicazione online del movimento indipendentista, Williams ha scritto che “abbiamo un progetto, una piattaforma, abbiamo il passaporto e una bandiera”. Il Vermont, storicamente, non si è mai sentito a proprio agio negli Stati Uniti: durante la rivoluzione, nel 1777, un gruppo di cittadini del Vermont dichiarò l’indipendenza dal Regno Unito e dalla colonia di New York. La Repubblica del Vermont operò praticamente come un Paese indipendente per i successivi 14 anni, finché decise di entrare nell’Unione nel 1791, come quattordicesimo Stato, dopo le tredici colonie originarie.
La Costituzione del Vermont precedette quella statunitense di oltre un decennio. Oggi, Williams fa parte di un gruppo di attivisti che cerca di ravvivare il sogno di una seconda repubblica del Vermont, contro “un governo troppo grande, troppo centralistico, troppo ingiusto, troppo antidemocratico, troppo invadente”. Il movimento chiede “la pacifica dissoluzione delle meganazioni, come gli Stati Uniti, la Russia e la Cina”.
– Texit
Larry Kilgore, l’uomo che ha cambiato il proprio nome in Larry “Secede” Kilgore, che si è candidato per la carica di governatore alle elezioni del 2018, ha detto in un’intervista che la Brexit è stata “grandiosa” perché “incoraggerà altre nazioni a sollevarsi contro gli oppressori”. Anche se, alla domanda su quali siano queste nazioni, ha tirato fuori a fatica una manciata di nomi, tra cui California e North Carolina, scrive Annabelle Timsit di Politico. Come per il Regno Unito e l’Unione europea, anche il rapporto tra Texas e Stati Uniti non è mai stato facile. Dopo la rivoluzione e la Repubblica, durata nove anni, nel 1845 il Texas aderì agli Stati Uniti, per poi dichiarare la secessione 16 anni dopo, insieme agli altri Stati riuniti nella Confederazione; nel 1870, il Texas fu poi reintegrato nell’Unione. Nel 1997, Rick McLaren, che si era dichiarato ambasciatore, console generale e capo della politica estera della Repubblica separatista del Texas, diede vita al movimento per l’indipendenza del Texas, a suo avviso annesso illegalmente nel 1845. Nel 1997, McLaren si barricò con altri uomini armati e due ostaggi, chiedendo un referendum per l’indipendenza; il confronto si concluse senza spargimento di sangue e senza, naturalmente, alcuna concessione.Nel 2013, una petizione online per l’indipendenza fu firmata da oltre 125.000 persone, attirando le attenzioni della Casa Bianca, che rispose: “In un nazione di 300 milioni di abitanti, la democrazia può essere rumorosa e controversa. E questa è una buona cosa, ma crediamo in un dibattito sano e non lasceremo che il dibattito, invece, ci faccia a pezzi”.
– NHexit
Il movimento ufficiale per l’indipendenza del New Hampshire è nato due settimane fa, grazie a Dave Ridley, e ha organizzato il primo evento il 26 giugno: una protesta di fronte a una struttura federale di Manchester. La protesta ha avuto meno successo del previsto, con 13 persone presenti. “Devo ammetterlo, si è presentata meno gente di quanto pensassi. Mi aspettavo circa 18 persone” ha commentato l’organizzatore. In realtà, comunque, le persone che vorrebbero l’indipendenza sono di più: c’è per esempio la Fondazione per l’Indipendenza del New Hampshire che crede nella NHexit e c’è il NH Liberty Party che promuove l’indipendenza dal 2012 e che, con Ian Freeman, si candida alla guida dello Stato. Il New Hampshire fu una delle tredici colonie che si ribellarono al Regno Unito, la prima colonia a mettere in piedi un governo indipendente e il primo ad adottare la propria Costituzione.
Calexit o Caleavefornia
Louis Marinelli, che guida la campagna per l’indipendenza della California, ha dichiarato al Washington Times che la Brexit è stata importante perché “è un caso del 21esimo secolo di un’entità politica che lascia un’unione politica. E ora i californiani che sentono dire la parola ‘secessione’ non devono più pensare alla Guerra civile”. La California è diventata un territorio statunitense solo alla fine della guerra con il Messico, divenendo poi il 31esimo Stato del Paese nel 1850. Il movimento di Marinelli non è l’unico: ci sono il California National Party e l’Independent California Party, che stanno cercando di registrarsi per le elezioni di novembre sotto la bandiera dell’indipendenza californiana e che credono che la California “starebbe molto meglio come nazione indipendente”.
– Hawexit
Ha il nome più impronunciabile, ma la la storia che più legittima l’aspirazione all’indipendenza. Nelle Hawaii, diversi movimenti si battono da anni per l’indipendenza, affermando che il trattato con gli Stati Uniti è illegittimo. Il movimento ha portato le proprie motivazioni, diverse volte, anche davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Le Hawaii sono diventate il cinquantesimo Stato nel 1959 e, insieme a Vermont, Texas e California, è uno dei quattro Stati con un passato da nazioni indipendenti, prima dell’ingresso negli Stati Uniti.
A24/Pca-Int4

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