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Lunedì 30 maggio 2016 - 10:42

Ambasciatore Slovacchia: migranti sono priorità di presidenza Ue

Soth: Sul problema delle quote discuteremo con partner Ue
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Roma, 30 mag. (askanews) – Da luglio la Slovacchia assumerà la presidenza di turno dell’Unione europea e tra le sue priorità ci sarà la gestione della crisi migratoria, su cui più volte Bratislava ha avanzato critiche in particolare in riferimento al sistema di quote obbligatorie per la distribuzione dei rifugiati, un tema su cui, ha assicurato l’ambasciatore slovacco in Italia Jan Soth in un’intervista esclusiva ad askanews, “continueremo a discutere dentro l’Ue per cercare un consenso”.

“Il governo slovacco ha adottato il piano strategico per la presidenza slovacca che prevede quattro priorità: la prima area riguarda l’agenda economica e finanziaria in cui possiamo inserire la preparazione del prossimo bilancio europeo per il 2017 e i progetti legislativi per l’Unione. La seconda area di priorità riguarda la crisi migratoria, un ambito molto importante per noi e per l’Ue intera. La terza è il mercato unico, che include il single digital market e l’unione energetica che per la Slovacchia significa anche sicurezza energetica. E la quarta priorità è quella legata alle relazioni esterne dell’Ue, il commercio e il processo di allargamento”.

Ma oltre a queste quattro macroaree, Bratislava attende “l’annuncio più importante, il risultato del referendum sulla Brexit in Gran Bretagna – ha spiegato l’ambasciatore a proposito della consultazione del 23 giugno – Il referendum potrebbe avere un impatto enorme nell’Ue e non solo, in tutta Europa, quindi noi speriamo nella vittoria del Sì”. Infatti per l’ambasciatore l’Ue “è un progetto di successo, ha portato in Europa pace e prosperità. Non possiamo trovare un progetto più attrattivo e vincente, l’Ue è il nostro futuro”.

Sul fronte dell’immigrazione e della crisi dei rifugiati la Slovacchia, insieme ai partner del gruppo di Visegrad, Ungheria, Repubblica ceca e Polonia, ha espresso più volte posizioni critiche sul sistema di ricollocazione: “Il sistema di quote obbligatorie non può essere il centro della nostra azione, l’unico criterio dell’efficienza dell’Ue – ha sottolineato Soth – non si può risolvere il problema creandone un altro”.

“Vogliamo raggiungere una politica migratoria sostenibile nell’Ue e dobbiamo continuare il processo iniziato con la Turchia, comunicare con Paesi terzi e gestire il dialogo con i paesi di origine della migrazione, migliorare Schengen proteggendo meglio le frontiere esterne dell’Ue e la Slovacchia è completamente coinvolta in questo processo: abbiamo addestrato più di 300 poliziotti e 15 sono negli hotspot in Italia, abbiamo investito più di 24 milioni di euro in progetti e programmi Ue nel settore. Le quote sono solo una parte del problema – ha ribadito – ma siamo pronti a continuare a discuterne all’interno dell’Ue e trovare un consenso. Sarà la nostra sfida”.

Il Migration Compact proposto dall’Italia “è una buona base che potremo usare per la soluzione della crisi migratoria. E’ sempre meglio prevenire che risolvere i problemi”, ha aggiunto l’ambasciatore.

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