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Lunedì 2 maggio 2016 - 16:19

Crisi marò, dopo oltre 4 anni Salvatore Girone tornerà in Italia

Prima svolta nella vicenda, stabilita da corte arbitrale dell'Aia
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Roma, 2 mag. (askanews) – Salvatore Girone torna in Italia. Il Tribunale arbitrale dell’Aja ha infatti stabilito che il Fuciliere di Marina da oltre quattro anni in India, faccia rientro in patria fino alla conclusione del procedimento arbitrale, avviato dal governo italiano, sulla vicenda che lo vede accusato da Nuova Delhi assieme a Massimiliano Latorre, dell’uccisione di due pescatori al largo delle coste indiane nel 2012. La Farnesina lo ha confermato oggi, precisando che le condizioni del rientro saranno concordate con l’India. Una notizia che segna una prima svolta positiva per l’Italia sulla vicenda, accolta con generale soddisfazione, sollievo ed anche esortazioni a “impegnarsi” per le fasi successive.

“La notizia che è giunta dal tribunale internazionale su Girone, con cui ho parlato, è straordinaria, un passo avanti significativo al quale abbiamo lavorato con grande determinazione”, ha detto il premier Matteo Renzi, commentando da Firenze, dove ha incontrato oggi il primo ministro giapponese Shinzo Abe. “Allo stesso tempo lanciamo un messaggio rivolto al popolo indiano: siamo sempre pronti a lavorare e a collaborare insieme”, ha aggiunto Renzi.

L’ordinanza del tribunale è attesa domani, ma è stata anticipata oggi dalla Farnesina. “Una buona notizia per i due fucilieri, le loro famiglie e per le ragioni sostenute dal governo e dai nostri legali”, si osserva in una nota, auspicando ora “un atteggiamento costruttivo dell’India anche nelle fasi successive e di merito della controversia”.

La decisione del Tribunale de L’Aja, ha spiegato il ministero, recepisce le considerazioni legali e di ordine umanitario derivanti dalla permanenza di Girone in India da oltre quattro anni e che avrebbe potuto prolungarsi per altri due o tre anni, tenuto conto della prevista durata del procedimento arbitrale. “Il governo avvierà immediatamente le consultazioni con l’India affinché siano in breve tempo definite e concordate le condizioni per dare seguito alla decisione del Tribunale arbitrale” e “sottolinea che la decisione odierna del Tribunale relativa alle misure richieste dall’Italia in favore del Sergente Girone non influisce sul prosieguo del procedimento arbitrale, che dovrà definire se spetti all’Italia o all’India la giurisdizione sul caso della Enrica Lexie”.

Intanto il 26 aprile la Corte Suprema di Nuova Delhi ha stabilito che l’altro marò, Massimiliano Latorre, potrà restare in Italia fino al 30 settembre 2016. Anche in questo caso a darne notizia era stata la Farnesina, sottolineando che il governo italiano – a seguito della decisione del Tribunale del Diritto del Mare – considera sospesa e quindi priva di valenza giuridica la giurisdizione indiana sul caso. Il presidente della Seconda sezione del Tribunale indiano ha comunque fissato una nuova udienza per il 20 settembre prossimo.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha di recente ribadito l’impegno dell’Italia per portare a conclusione la vicenda dei due fucilieri italiani. I due militari sono accusati di avere ucciso, nel febbraio 2012, due pescatori del Kerala durante un’attività antipirateria a bordo del mercantile Enrica Lexie. Il Tribunale del Mare di Amburgo, la scorsa estate, ha ordinato a Italia e India di sospendere ogni forma di giurisdizione sul caso fino a quando non si sarà pronunciato il Tribunale arbitrale dell’Aia.

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