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Lunedì 21 marzo 2016 - 20:06

Obama nell’isola di Castro: vogliamo aiutare Cuba a essere on-line

Appello ad allentare le restrizioni sugli affari
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New York, 21 mar. (askanews) – “Come continuo a chiedere al Congresso di eliminare l’embargo, incoraggio il presidente Castro” ad allentare le restrizioni sugli affari a Cuba. Lo ha detto, tra le altre cose, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nella conferenza stampa all’Avana dopo il bilaterale con Raul Castro. Obama ha poi detto di “voler aiutare” Cuba ad andare online. “Nel ventunesimo secolo i Paesi non possono avere successo senza che i loro cittadini abbiano accesso a internet”. “Questo è un nuovo giorno” neirapporti tra Stati Uniti e Cuba. Queste sono state le prime parole delpresidente Usa. Dal canto suo, Raul Castro aveva affermato poco prima: “Ci sono profonde differenze tra inostri Paesi che non spariranno, visto che abbiamo idee diversesu molti argomenti, come la democrazia, i sistemi politici, idiritti umani, le relazioni internazionali, la pace e lastabilità nel mondo”. Dopo quasi novant’anni, unpresidente americano torna a Cuba. Ã? storico l’incontro tra il presidente Usa Barack Obama, e il leader cubanoRaul Castro. Obama, giunto nell’isola nella serata di ieri, dopoaver reso omaggio con una corona di fiori al monumento chericorda José Martí, eroe nazionale cubano, si è recato alPalazzo della Rivoluzione dell’Avana, dove è stato accoltodall’omologo cubano, Raul Castro, con una storica stretta di mano.
Al museo dedicato all’eroe José Martí il presidente Usa ha firmato il libro degli ospiti, dedicando un pensiero al rivoluzionario e a tutti i cubani: “Ã? un grande onore rendere omaggio a José Martí, che ha dato la sua vita per l’indipendenza della sua patria. La sua passione per la libertà e l’autodeterminazione vive oggi nel popolo cubano”.
Parlando all’emittente Abc nell’immediata vigilia dell’incontro, Obama si era detto convinto che a Cuba “ci sarà un cambiamento” e ha espresso la fiducia che “Raul Castro lo capisca”. Ma questo cambiamento, ha aggiunto, non avverrà “da un giorno all’altro”.
“Anche se ci sono ancora significative differenze su diritti umani e libertà individuali, crediamo che venire qui serva a sfruttare al meglio la nostra capacità di spingere per un maggior cambiamento” ha detto Obama.
“Non ci sono dubbi – ha proseguito Obama – che questo sia ancorauno Stato a partito unico che esercita il controllo e opprime ladissidenza”. Il presidente ha poi detto che annuncerà che Googlelavorerà al miglioramento dell’accesso a internet nel Paese.
Sulla visita pesa anche la questione dell’embargo, embargo cheObama vuole abolire ma che può essere superato solo con un votodel Senato, controllato dai repubblicani. Gli americani, dalcanto loro, sembrano favorevoli alla fine del proveddimento comerivela un sondaggio del New York Times.
A24/Pca/Int2/ vgp/in

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