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Martedì 15 marzo 2016 - 13:53

La cucina di qualità pilastro della cultura italiana all’estero

Oggi la firma del Protocollo interministeriale per valorizzazione
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Roma, 15 mar. (askanews) – La cucina italiana di qualità ha fatto oggi il suo debutto nella casa della diplomazia, aprendo una nuova stagione per l’agroalimentare del Belpaese che ha un segno unico e distintivo, l’Estraordinary Italian taste. Un segno che trova il suo quadro di riferimento nel Protocollo d’Intesa per la valorizzazione all’estero della cucina italiana di qualità, che è stato firmato dal ministro degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni, dal ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Maurizio Martina e dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini.

Il protocollo prevede un articolato piano d’azione per promuovere l’alta cucina e i prodotti italiani di qualità e si inserisce nel quadro del “Food act” e intende dare continuità all’esperienza di Expo Milano 2015, in collaborazione con Mise, ICE-Agenzia, Coni, Unioncamere e Assocamerestero. Il Protocollo darà avvio a un sistema integrato di azioni di promozione, formazione e diffusione: la settimana della cucina italiana organizzata dalle ambasciate, dai consolati e dagli istituti di cultura italiana all’estero nell’ultima decade di novembre, le Master class dirette a chef stranieri per diffondere i valori della dieta mediterranea e promuovere le eccellenze italiane, 50 borse di studio per chef under 30 e le giornate italiane dedicate alla cucina di qualità promosse dal Coni in occasione di eventi sportivi come le Olimpiadi di Rio 2016.

“La Farnesina coordinerà la promozione dell’alta cucina e dei prodotti enogastronomici di qualità italiani nel mondo per mezzo della nostra capillare rete diplomatica, consolare e culturale – ha spiegato Gentiloni – La cucina italiana e i nostri prodotti alimentari di alta gamma sono parte integrante della nostra cultura e parlano dell’Italia e del nostro gusto a milioni di consumatori nel mondo”. Per il ministro degli Esteri “la superpotenza culturale italiana ha nella cucina di qualità uno dei suoi aspetti fondamentali e gli chef italiani mi ricordano le botteghe d’artista del Rinascimento perché sono luoghi dove creatività e cultura si mescolano”.

L’Italia è il primo Paese in Europa per numero di prodotti di qualità certificata (280 nel settore food e 523 nel wine), è tra i primi produttori di vino al mondo con 48,9 milioni di ettolitri nel 2015 e l’export agroalimentare italiano nel 2015 ha registrato il record di 36,8 miliardi di euro (+7,4% rispetto al 2014) con l’obiettivo di 50 miliardi entro il 2020: “Il mondo ha fame di Italia e noi rispondiamo con prodotti e cucina di qualità – ha affermato il ministro Martina – a garanzia di una eccellenza che riguarda tutta la filiera e che coinvolge sempre più giovani. Promuovere il vero Made in Italy agroalimentare all’estero, anche attraverso la collaborazione di chef di fama, significa rafforzare la nostra presenza sui mercati stranieri e conquistarne di nuovi. E’ questo il senso del Food Act, che per la prima volta vede coinvolti istituzioni e chef in un percorso sinergico. E’ questa la potenza del nostro saper fare”.

E tra gli chef di successo presenti anche Cristina Bowerman, Carlo Cracco, Gianfranco Vissani e Davide Oldani. “Quello di oggi è un passo in avanti bellissimo, non solo perché ci troviamo qui ma anche perché si comincia un’azione importante per valorizzare e tutelare questo settore – ha spiegato lo chef stellato – Siamo qui uniti, chef, cuochi, pizzaioli, sommelier, pasticceri. Dobbiamo riuscire a mantenere nel tempo questo spirito di squadra perché uniti si vince. Credo che sia soltanto l’inizio di un percorso bello partito con Expo e che continua, un’eredità da portare avanti in maniera seria”.

Il ministero dell’Istruzione “si impegna a finanziare con un milione di euro 50 borse di studio, per giovani chef under 30, che potranno completare la loro formazione e portare la loro esperienza in grandi Paesi in cui c’è grande domanda di Italia”, ha annunciato il ministro Giannini con un video messaggio trasmesso alla firma del Protocollo. “L’iniziativa che lanciamo oggi rafforza la strategia del Paese del dopo Expo – ha spiegato Giannini – Non vogliamo semplicemente esportare la cucina italiana o un segmento della nostra cultura: stiamo attivando un vero e proprio processo di internazionalizzazione del gusto. Lo faremo a partire da Paesi strategici come gli Stati Uniti, la Cina, la Russia, gli Emirati”. Secondo il ministro “promuovere la nostra cucina di qualità, sostenere questi ragazzi rappresenta una scommessa decisiva per il futuro dell’intero settore enogastronomico italiano nel mondo”.

All’evento hanno partecipato gli ambasciatori dei Paesi G20, Istituzioni ed Enti della cultura e dell’economia, nonché alcuni degli chef più apprezzati del panorama italiano e internazionale. Nel biennio 2016-2017 le azioni promozionali riguarderanno gli Usa, il Giappone, la Cina, la Russia, gli Emirati arabi uniti e il Brasile.

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