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Martedì 8 marzo 2016 - 07:38

Michael Bloomberg dice che non correrà per la Casa Bianca

L'ex sindaco di New York teme che sua la discesa in campo favorisca Trump o Cruz
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New York, 8 mar. (askanews) – E’ ufficiale. L’ex sindaco di NewYork Michael Bloomberg non scenderà in campo per le elezionipresidenziali del 2016. E non fa apertamentente alcunendorsement. Lo ha annunciato lui stesso in un blog pubblicatoieri su Bloomberg View e intitolato “Il rischio che nonprenderò”. Il miliardario a capo del colosso dei media che prendeil suo nome afferma di temere che una sua eventuale candidaturada indipendente possa indirettamente favorire l’ascesa delrepubblicano Donald Trump o il suo rivale Ted Cruz.
Secondo Bloomberg, Trump ha avviato “la campagna elettorale piùdivisiva e demagogica che io ricordi, facendo appello aipregiudizi e alle paure della gente”. Si dice allarmato dalla suaproposta di bloccare temporaneamente l’ingresso negli Stati Unitidei musulmani e dalla sua volontà di attuare una guerracommerciale contro Giappone e Cina, non risparmiandogli poicritiche per la reticenza espressa nel condannare chiaramente illeader del Ku Klux Klan, David Duke. “Queste posizioni cidividerebbero in casa e comprometterebbero la nostra leadershipmorale nel mondo”, ha chiosato duramente Bloomberg.
La notizia che il tre volte sindaco newyorchese potesse correreper la Casa Bianca creando una sfida ipoteticamente a tre (tralui, Trump e Hillary Clinton, attualmente la front-runnerdemocratica) era iniziata a circolare nel mese di gennaio. Non acaso una macchina plurimiliardaria era stata attivata: strategiste personale vario era stato arruolato e sondaggi in 22 Statierano stati condotti per sondare il terreno. Stando al New YorkTimes, persino un sito era stato messo in piedi, spotpubblicitari erano stati prodotti e due uffici erano stati apertiin due Stati – Texas e North Carolina – con l’intenzione diiniziare a raccogliere a giorni petizioni per una suacandidatura. Pare che Bloomberg avesse persino individuato il suocompagno di corsa, l’ex presidente del Joint Chiefs of Staff,Michael G. Mullen.
L’ipotesi di una discesa in campodel magnate newyorchese dei media aveva suscitato le reazioni piùdisparate. Trump brindò a una eventuale candidatura delconcittadino mentre Bernie Sanders la criticò come espressione dioligarchia plutocratica.
A spingere Bloomberg a rinunciare al sogno di arrivare alloStudio Ovale sono stati alcuni sondaggi. D’altra parte due quintidegli Usa non hanno familiarità con lui, meglio conosciuto alivello nazionale per essere a favore di una legislazione piùstringente sulle armi da fuoco.
“Ritengo che avrei potuto vincere in un certo numero di Stati”,ha scritto, “ma non abbastanza per ottenere i 270 voti delCollegio elettorale necessari per conquistare la presidenza”.
Anche se le aspirazioni da presidente finiscono nuovamente insoffitta (già nel 2008 aveva accarezzato l’idea di unacandidatura), Bloomberg si è impegnato a “non restare in silenzioin merito alla minaccia che l’estremismo partigiano pone allanostra nazione”. Dicendosi “non pronto” a esprimersi a favore dinessun candidato, l’ex primo cittadino di New York promette che”continuerà a premere gli elettori affinché non accettinoincitamenti divisivi e a chiedere che i candidati offrano ideerealistice, intelligenti e specifiche per arginare le differenze,risolvere i problemi e darci un governo onesto e capace come cimeritiamo”.
Bloomberg ha chiuso il suo messaggio spiegando che “per moltiamericani, la cittadinanza richiede poco più del pagamento delletasse. Ma molti hanno dato la loro vita per difendere la nostranazione e tutti noi abbiamo l’obbligo da elettori di farcisentire per conto delle idee e dei principi che, come Lincolndisse, rappresentano ‘l’ultima speranza migliore sulla Terra’.Spero e prego che io stia facendo proprio questo”.
A24/Spa/Int9

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