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Mercoledì 3 febbraio 2016 - 15:31

Bruxelles ricuce con l’Italia sulla flessibilità

Juncker: niente austerità stupida. Padoan: decidere presto
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Roma, 3 feb. (askanews) – Nuove precisazioni riconciliatorie daBruxelles, dopo gli equivoci che ieri erano stati innescati daalcune interpretazioni di stampa erronee, poi smentite a livelloufficiale, che attribuivano all’Ue una chiusura sullaflessibilità di bilancio reclamata dall’Italia. “La Commissioneeuropea svolgerà il suo ruolo senza cadere in una politica rigidae stupida di austerità”, ha assicurato il presidente Jean-ClaudeJuncker. Parole che sembrano volutamente richiamare una storicaformula coniata dall’ex presidente italiano della Commissione,Romano Prodi. Segnali incoraggianti alla vigilia delle nuoveprevisioni economiche dello stesso esecutivo comunitario, cheverranno pubblicate domattina e che conterranno anche stime suiparametri-chiave dei conti pubblici.
Per parte sua il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, haenergicamente rivendicato che l’Italia ha “tutto il diritto dichiedere una gestione delle regole fiscali più flessibile, inbase alle norme che l’Europa ha definito. L’Italia non stachiedendo nulla di nuovo, né di incompatibile” con il Patto distabilità e di crescita.
In realtà Padoan rispondeva all’entrata a gamba tesa su cui,sempre ieri, si era avventurato il capogruppo del Ppe alParlamento europeo, il tedesco Manfred Weber il quale avevasostenuto che l’Ue avrebbe già concesso tutta la flessibilità cheera possibile elargire. “Non vi è nulla di incompatibile con leregole e non stiamo chiedendo nulla di nuovo, come sento dire,sulla flessibilità – ha rimarcato il ministro durante un convegnoorganizzato dall’Aspen Institute -. Per gli anni successivi ildebito si riduce e quindi ci sta compatibilità assoluta con leregole di bilancio”.
Sempre Weber aveva chiamato in causa il commissario responsabiledegli Affari economici, il francese Pierre Moscovici,generalmente ritenuto vicino alle “colombe”, sostenendo chesecondo quest’ultimo i margini di flessibilità si sarebberoesauriti. Tesi che poi è stata rilanciata da alcuneinterpretazioni di stampa erronee, in merito ad un interventodello stesso Commissario, che però già ieri avevano spintol’esecutivo Ue all’inusuale decisione di diramare una smentitaufficiale. “Le decisioni sulla flessibilità saranno prese amaggio e non c’è nessuna chiusura” su questo punto nei riguardidell’Italia, avevano chiarito fonti vicine a Moscovici.
Il Belpaese rivendica flessibilitàsupplementare sulla base di diversi capitoli chiave: i costi delprogramma di riforme strutturali portato avanti, i contributi alpiano Juncker per il rilancio degli investimenti e i costi legatiall’emergenza profughi. Complessivamente il governo spera diricavarne circa un punto di Pil, in margini supplementaririspetto all’incidenza del deficit.
“Ci auguriamo semplicemente che la risposta sia sciolta prestoda parte della Commissione – ha concluso Padoan – e quindi dievitare una incertezza che sicuramente non aiuta la crescita”.
Sulla questione profughi poi, l’Italia ha chiarito di avere “unaforte aspettativa” anche sul riconoscimento da parte dell’Uedell’intero ammontare “dei costi sostenuti fin dall’inizio dellacrisi in Libia”. Lo si legge in una dichiarazione che il governoha fatto inserire nei verbali della riunione del Coreper,l’organismo tecnico del Consiglio Ue che prepara le riunioniministeriali.
Il tutto mentre domattina è attesa la versione aggiornata delleprevisioni economiche della Commissione europea.Un documento che farà il punto sia sulle prospettive di crescita,che potrebbero subire limature a riflesso della dinamica diindebolimento della domanda estera, legata alla frenata dellegrandi economie emergenti, sia sulla futura dinamica dei contipubblici.
Bruxelles, quindi, fornirà stime anche su deficit di bilancio edebito, ma questo non implica giudizi definitivi sul rispettodelle regole del Patto di Stabilità. Anzi, l’Ue ha appenaribadito che il parere sulla Penisola – si parla del bilancio2016 – verrà completato solo a primavera, a maggio, quando cisarà un altro aggiornamento delle previsioni economiche.
Ma a questo punto appare inevitabileche sul tema flessibilità vengano rilanciati quesiti, inoccasione della conferenza stampa di presentazione che domanivedrà impegnato Moscovici.
Nell’ultima edizione delle sue previsioni, che risale al 5novembre scorso, sull’Italia la Commissione pronosticava unacrescita dell’1,5 per cento quest’anno e dell’1,4 per cento ilprossimo, una disoccupazione in calo rispettivamente all’11,8 eall’11,6 per cento, un deficit di bilancio al 2,3 per cento delPil nel 2016 e all’1,6 per cento nel 2017 e un debito al 132,2per cento e poi al 130 per cento del Pil.
Guardando al quadro generale, per l’area euro lo scorso novembreveniva stimata una crescita 2016 all’1,8 per cento e all’1,9 percento nel 2017. Da allora tuttavia si sono visti altri segnali dirallentamento nelle economie emergenti. Il Fondo monetariointernazionale, che ha ritoccato le sue previsioni lo scorso 19gennaio, stima per l’Italia una crescita dell’1,3 per centoquest’anno e dell’1,2 per cento il prossimo, mentre per l’areaeuro un più 1,7 per cento su entrambi gli anni. L’ultima stimadel Governo indicava una crescita 2016 pari all’1,6 per cento eun deficit al 2,4 per cento del Pil.
Voz-Loc

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