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Venerdì 15 gennaio 2016 - 13:53

#D-Strong, l’ultimo sogno del piccolo Dorian diventa virale

Malato di tumore a 8 anni, vuole raggiungere la fama in Cina
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Roma, 15 gen. (askanews) – L’ultimo desiderio, almeno quello, il piccolo Dorian Murray l’ha visto realizzato. Il piccolo di otto anni aveva confessato al papà di voler essere famoso nel Paese della Grande Muraglia, la Cina, e lo è diventato davvero grazie a Internet e a causa della grave malattia che sta stroncando la sua giovane vita.
Dorian è affetto da un rabdomiosarcoma, un raro tumore malignoche origina nei tessuti molli e che non lascia adito a speranzedi sopravvivenza. Dopo quattro anni di cure, alle quali ilpiccolo si è sottoposto con coraggio, la famiglia ha dovutodecidere questo mese d’interrompere le terapie, dopo che si èscoperto che il tumore si è esteso alla corda spinale e alcervello.
Al padre, Chris, il bambino di Rhode Island ha espresso uninsolito desiderio prima di “andare in cielo”: “Vorrei esserefamoso in Cina…perché hanno quel ponte”. Il ponte a cui Dorianha fatto riferimento è in realtà la Grande Muraglia.
I genitori del piccolo hanno così pubblicato sulla loro paginaFacebook – “Praying for Dorian” – lunedì questo dialogo e immediatamente il post è diventato virale, raggiungendo gli internauti cinesi i quali usano accedere al social network aggirando il blocco imposto dal governo di Pechino. Il post è stato tradotto, traslitterato in caratteri ed è stato ripostato all’infinito sui siti di microblogging e di condivisione sociale cinesi. Migliaia di utenti cinesi hanno scattato foto vicino alla Grande Muraglia e molti, nell’immagine, mostrano un foglio con scrito l’hashtag adottato dai familiari di Dorian: #D-Strong.
Una delle foto pubblicate ha questa didascalia: “I bambini di LVMS collaborano tutti per rendere famoso Dorian in Cina”. E’ l’immagine degli alunni di un asilo.
All’ora di cena di ieri, su Sina Weibo – il corrispettivo cinese di Twitter – il “tag” di Dorian è stato rilanciato più di un milione di volte e la famiglia si è detta commossa. Tra gli altri, alla campagna hanno anche aderito l’ambasciatore cinese negli Stati uniti Cui Tiankai, assieme a tutti i figli dei diplomatici. “Dorian, noi ti conosciamo tutti.Ti amiamo. Abbi forza”, hanno gridato in coro Cui e i bambini di fronte all’ingresso dell’ambasciata a Washington.
Un altro utente, invece, si è rivolto direttamente a Dorian su Sina Weibo, ma indirettamente ha protestato contro la censura: “Mi spiace che tu non possa vedere quante persone stiano partecipando in Cina. Non è che i cinesi siano indifferenti: è che non possono accedere a Facebook”.
Nonostante la censura del social network, tuttavia, la storia ha fatto breccia anche sui media di stato. China Daily ha raccontato la storia sul suo sito internet, il Quotidiano del Popolo ha pubblicato le foto sul suo profilo Facebook e l’agenzia di stampa Xinhua ha pubblicato un commento insolitamente commosso: “L’amore – vi si legge – ha un potere magico. L’immaginazione di un bambino ha trasformato un muro costruito contro le invasioni in un ponte che collega cuori divisi da oceani. La barriera linguistica, migliaia di miglia di distanza, Oriente e Occidente…tutto questo è niente quando si ha un ponte così”.
Aer

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