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Venerdì 11 dicembre 2015 - 14:35

Martedì sarà presentato piano Ue per Guardia di frontiera europea

Avramopoulos: conterà 1.000 uomini e lavorerà con gli hotspots
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Bruxelles, 11 dic. (askanews) – Il piano della Commissione europea che verrà presentato martedì prossimo al Parlamento si Strasburgo prevede la creazione di una guardia di frontiera e una guardia costiera permanenti di 1.000 uomini, capaci di garantire la sicurezza alle frontiere esterne del continente a fronte dell’attuale crisi dei migranti.

Intervenendo oggi alla conferenza di Roma sul Mediterraneo, il Commissario europeo per la Migrazione, Dimitris Avramopoulos, ha precisato: “Le autorità nazionali cercano di fare del loro meglio, ma non erano preparate a questo aumento del numero di arrivi. Abbiamo bisogno di qualcosa di più globale e meglio strutturato”. Secondo Avramopoulos, la nuova agenzia lavorerà in stretto contatto con i centri di accoglienza europei per i migranti, gli hotspots previsti in Grecia e in Italia, in modo da garantire l’identificazione, la registrazione e la presa in carico dei migranti che sbarcano in Europa.

“Il controllo effettivo delle nostre frontiere esterne è una condizione fondamentale per garantire che gli accordi di Schengen non siano minacciati”, ha detto oggi in conferenza stampa a Bruxelles il portavoce della Commissione europea, rifiutando di riferire in dettaglio il piano. L’attuale agenzia europea Frontex, responsabile del coordinamento della gestione delle frontiere esterne, dipende dalle risorse messe a disposizione dagli Stati membri e non può intervenire se non dietro richiesta di uno Stato membro. Secondo i quotidiani Le Soir e Financial Times, invece, la nuova agenzia sarà in grado di imporre l’intervento della guardia di frontiera qualora uno Stato membro non sia in grado di controllare una frontiera esterna dell’Ue. Ma “non sarà mai possibile per una guardia di frontiera europea intervenire in una operazione alla frontiera senza il consenso del Paese in questione”, ha detto una fonte europea alla France presse.

“L’obiettivo è avere un corpo europeo composto da 1.000 persone entro il 2020”, da mobilitare in tempi rapidi, ma “l’idea è quella di essere in grado di aiutare più rapidamente uno Stato in difficoltà, non di privarlo della propria sovranità”. (fonte Afp)

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