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Venerdì 27 novembre 2015 - 11:04

Perché i Paesi arabi dicono “Daesh” e non “Isis”

Il delegato della Giordania: "per noi è importante usare tale espressione"
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Firenze, 27 nov. (askanews) – “Per favore usate il termine Daesh,e non Isis”. Quella alla stampa italiana può sembrare unapeculiarità lessicale, peraltro preferita in Usa e in Francia, èuna necessità molto avvertita tra i Paesi arabi e del MedioOriente, come emerge dalla due giorni di lavori dei delegatiNato, a Firenze, in un incontro esteso ai Paesi del Mediterraneo(Gsm) che non ne fanno parte. Lo stesso rappresentante perl’Italia, Andrea Manciulli, nel suo intervento, ha usato la sigla”Daesh”. “Daesh è il termine dispregiativo col quale il mondomusulmano contrasta quella che vorrebbe costituirsi come Isis,cioè Stato islamico di Siria e Iraq. Bisogna usare questadefinizione perché è importante incoraggiare il mondo islamicoche vuole combattere con noi questa minaccia”.
Con Manciulli, si è ad esempio congratulato Abdel Elah Alkhatidella delegazione giordana: “per noi non è uno Statoriconosciuto, quindi è importante usare questa espressione.Daesh prende mira allo stesso modo gli stati occidentali e quelliarabi e dobbiamo essere vigili e agire in coordinazione. Daeshsta cercando di appropriarsi dell’Islam e di parlare a nome ditutti gli islamici. Secondo noi sono fuorilegge dell’Islam equindi non devono rappresentare né noi né la nostra religione.”Daesh, termine usato anche da Federica Mogherini, sta per “Aldawla al islamiya fi al Iraq wal Sham” (Sham è l’antico titolodella Siria in arabo). Daesh ha un suono dispregiativo, in arabo.
Xfi-Plg

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