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Martedì 17 novembre 2015 - 10:37

Come i jihadisti hanno fatto propaganda social la notte della strage

Twitter è diventato il secondo campo di battaglia, militanti si inseriscono sugli hashtag più virali
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Roma, 17 nov. (askanews) – Nel 2005, Ayman al-Zawahiri, il numero 2 di Al Qaeda, disse: “Più della metà di questa battaglia si svolge sul campo di battaglia dei media. Siamo in una battaglia mediatica in una corsa per i cuori e le menti della nostra umma (comunità)”.
Questo slogan è oggi quanto mai vivo nelle menti degli strateghi dell’Isis. Mentre Parigi era coinvolta in una notte di terrore, con decine di ostaggi intrappolati all’interno della sala da concerto Bataclan, Twitter è diventato infatti da subito il campo di battaglia dei jhiadisti 2.0. Durante questa terribile notte è diventa topic trend un hashtag in lingua araba che tradotto vuol dire “Stato del califfato colpisce #France”.
Anche quando questo hashtag è stato disattivato dai moderatoridel social network, nella twitter-sfera sono continuati imessaggi di odio di gruppi online organizzati. Uno degli hashtagpiù virali sugli attacchi, #ParisIsBurning, è stato cooptato daimilitanti dell’Isis, che lo hanno usato per rilanciare i loromessaggi di terrore. Alcuni dei tweet postati in lingua araba suquesti hashtag contenevano immagini delle scene degli attentatie frasi come “Allahu Akbar” o “Dio è grande”.
La strategia dell’Isis su Twitter sembra ormai assumere contornimolto ben definiti: i militanti online si inseriscono suglihashtag più virali per aumentare la cassa di risonanza dellapropaganda social. Non è un caso che i cyber jihadisti si sonoriversati su topic come #MuslimsAreNotTerrorists, #parisburns,#notinmyname dove si stavano raccogliendo tantissime personecontrarie all’ideologia di terrore dell’Isis
I tweet carichi di odio e propaganda sono stati prontamentetradotti in inglese da specifiche app che permettono latraduzione simultanea dei messaggi. E così ecco che gli accountdei militanti dell’Isis dicono che lo scopo dell’attentato diParigi è stato “gettare il terrore nel cuore dei crociati nellaloro stessa patria”. Il presidente francese François Hollande èindicato come un “idiota” e i partecipanti di un concerto rockcome “pagani”.
Per capire l’impatto della strategia social dell’Isis, IlSocialPolitico.it, primo “social magazine” che indaga sull’attività 2.0 di politica, istituzioni, influencer e fenomeni sociali, ha provato a vedere quanto gli argomenti legati agli attacchi di Parigi siano stati virali su Twitter. In tutta europa nella la notte tra il 13 ed il 14 novembre l’attenzione degli utenti online verso gli attentati terroristici è stata spasmodica. I terroristi hanno dunque avuto la possibilità di amplificare a dismisura la comunicazione social grazie alla forte diffusione sui social degli attentati.
In Italia i primi tre topic trend del 14 novembre sono stati #FranceUnderAttack, Londa e Washington (riferito ai prossimi obiettivi dei terroristi) e #prayforparis. In Francia, nello stesso giorno, l’argomento più twettato è stato #ParisAttacks; In inghilterra troviamo invece #TerrorismHasNoReligion e #ViveLaFrance. In Spagna l’hashtagh più virale è stato addirittura “III Guerra Mundial”.
Int5

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