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Lunedì 7 settembre 2015 - 20:41

##Turchia scossa dall’attacco mortale del Pkk a Daglica

Sedici morti, nel colpo più duro inferto dai separatisti curdi
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Istanbul, 7 set. (askanews) – Ci sono volute 24 ore affinché loStato maggiore turco comunicasse il bilancio delle vittimedell’attacco lanciato domenica scorsa dal Pkk (Partito deilavoratori del Kurdistan) contro un convoglio dell’esercito turcoa Daglarca, nel sudest del Paese: 16 ufficiali morti, 6 feriti.La stampa locale, riferendosi a diverse fonti militari, avevariportato la notizia della morte di almeno 15 soldati. Con laconferma ufficiale diventa certo che, quello di domenica scorsa,è l’attentato che ha causato il numero di vittime militari piùalto registrato finora negli scontri tra il Pkk e lo Stato turcoda luglio, quando dopo tre anni di tregua, le due parti hannoripreso i combattimenti.

Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dallo Stato maggiore,l’attentato del gruppo armato curdo si è svolto in due fasi:nella prima, una mina attivata a distanza ha fatto esplodere ilconvoglio di un team di sminatori che stava effettuando unsondaggio nella valle Doski. Poco dopo, un’altra mina, attivatasempre a distanza, ha fatto saltare in area una pattuglia venutain soccorso. Gli scontri tra i militari e i militanti curdiiniziati in seguito alle esplosioni, sono stati seguiti daibombardamenti di F4 ed F16 che hanno proseguito gli attacchi finoalla mezza notte, colpendo – secondo quanto comunicato daivertici militari – 13 postazioni del Pkk. Mentre la notiziadell’attentato ha raggiunto Ankara due ore dopo l’accaduto, lecattive condizioni meteorologiche hanno reso difficile recuperarei feriti e i corpi delle vittime.

Tuttavia, secondo quanto comunicato dal giornalista Zeki Dara alportale informativo Bianet, nella regione di Daglica gli scontritra il Pkk e i militari turchi starebbero andando avanti già datre settimane. Il giornalista, affermando che il flusso diinformazioni su quanto sta accadendo nella regione è moltoconfuso, ha citato alcune dichiarazioni dell’ex sindaco diHakkari (capoluogo della zona dei combattimenti) secondo cuinella regione starebbero “accadendo cose che vanno oltre quelleche compaiono sui media”. Lo scudo umano di 32 persone (tra cuisi trovava anche la giornalista olandese Frederike Geerdink)fermato sabato scorso, ha ricordato il giornalista, avrebbe avutolo scopo di bloccare proprio i combattimenti in corso nellaregione. Nella stessa zona, in prossimità delle zone degliscontri sono inoltre presenti dei villaggi e si teme perl’incolumità dei loro abitanti. (segue)

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