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Giovedì 13 agosto 2015 - 15:21

La ripresa non decolla, crescita alla moviola nel secondo trimestre

Domani le stime Istat sul Pil, atteso a +0,2/+0,3% come nei primi 3 mesi. Nuove ombre sull'export

Roma, 13 ago. (askanews) – Cresce ancora, sì, ma alla moviola l’economia italiana: la ripresa non decolla e le nuove tensioni valutarie internazionali portano nuove nubi all’orizzonte, specialmente per l’export, traino fondamentale dell’Azienda Italia.Domani l’Istat diffonde le prime stime sull’andamento del Pil nel secondo trimestre, con una crescita attesa a 0,2-0,3%. Un risultato che quindi non dovrebbe migliorare il +0,3% dei primi tre mesi dell’anno, un aumento che ha segnato la fine della recessione facendo ben sperare per i mesi successivi. Ma tra aprile e giugno i dati positivi si sono alternati con segnali ancora deludenti e non c’è stato l’atteso rafforzamento della ripresa. E con la svalutazione dello yuan e possibili contraccolpi per l’export italiano in Asia, si rischia un ridimensionamento della crescita soprattutto nel 2016. “L’economia italiana cresce a ritmo moderato – sottolinea l’Istat nella nota mensile di agosto – in parte influenzata dal rallentamento del commercio internazionale. Ai segnali positivi provenienti dall’industria manifatturiera e dalla domanda interna si contrappongono i risultati negativi delle costruzioni e la mancata ripresa dell’occupazione”. A giugno, del resto, la produzione industriale ha avuto un’inattesa battuta d’arresto, con un -1,1% rispetto a maggio, il maggiore calo degli ultimi 12 mesi. Sempre a giugno l’export è calato dello 0,6% su base mensile, soprattutto verso i mercati extra-Ue (-1,9%).La ripresa è frenata poi da un’inflazione debole e dal calo della produttività. “L’evoluzione dei prezzi – secondo l’istituto di statistica – rimane caratterizzata da una generale moderazione. La riduzione della produttività e del contributo del capitale per ora lavorata potranno costituire degli ostacoli alla ripresa”.Uno scenario che ora si complica con le nuove incognite internazionali legate alla svalutazione cinese e alle sue conseguenze, con un effetto domino in Asia e un eventuale rinvio del rialzo dei tassi d’interesse negli Usa.
Il lusso e la meccanica specializzata saranno probabilmente i settori del Made in Italy più colpiti dalla manovra di Pechino. Gli obiettivi di una crescita del Pil italiano a +0,7% quest’anno e +1,5% il prossimo rischiano di essere compromessi. E per questo, se la situazione dovesse peggiorare, il governo potrebbe correre ai ripari con nuove misure per la crescita nella legge di stabilità da varare in autunno.
Int7/Glv

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