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Venerdì 12 giugno 2015 - 17:04

A Mosca l’arte non conosce crisi. Tutti in fila per il “Garage”

I russi sono tornati all'arte come rifugio. Anche psicologico
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Mosca, 12 giu. (askanews) – Una Mosca che non ti aspetti.Malgrado le decadi di isolamento di epoca sovietica e le tensionieconomiche e politiche di oggi, la capitale russa è un grandecentro per l’arte d’avanguardia, con un Museo di alto profilo,come il Garage – la cui nuova sede al Gorky Park si è inaugurataoggi per il pubblico – e con una serie di eventi in città chedimostrano vivacità culturale e sociale. Certo è indubbial’influenza di Dasha Zhukova, compagna del collezionista emiliardario Roman Abramovich: i due hanno trasformato in questianni la centralissima area verde semiabbandonata, tetro retaggiodella Guerra fredda, in un vero “Parco della Cultura”, vivace,dinamico e vivibile. Ma non è solo questo.

I russi, quelli benestanti ovviamente, sono tornati all’artecome rifugio. Non solo come bene, ma anche come fuga psicologicadalla crisi (ucraina ed economica). “Comprare arte è anchepensare che non tutto va così male” spiega ad askanews ilgallerista Vladimir Frolov. “È un modo per abbattere le barriere,mentali prima che materiali”. Come quella cortina di ferro chesembra ricostruirsi mattone dopo mattone, non solo conl’Occidente ma più in generale con l’esterno.

Ci sono molti segnali di revival rispetto al deprimente 2014 perl’arte a Mosca. La Biennale di Venezia ha dimostrato quanto èimportante la presenza russa. E per contro, gli stessi russi nonvogliono mancare all’appuntamento con gli artisti: lo stessoFrolov ammette che molti dei suoi collezionisti, apparentementespariti nei mesi passati, sono tornati alla grande.

L’arte contemporanea ha una doppia e opposta valenza. Èelitaria, ma riguarda tutti. La festa privata di inaugurazionedel nuovo Garage, mercoledì scorso – mentre Vladimir Putin era inItalia – è stata l’evento vip dell’anno. Dalla top model NataliaVodianova al megacollezionista Francois Pinault, la lista eralunghissima. La gente era quella che conta, ma niente politici. EMosca si è presentata ancora una volta come la patria delle nottibrave, delle feste esagerate e indimenticabili, la città che “nondorme mai”.

Ma una volta smessi i panni vip, oggi il Garage fa il bagno difolla, con la sua apertura al pubblico all’inizio di un pontequasi estivo (è la festa della Russia) che equivale al nostroFerragosto. E quindi lunghe file per ammirare l’innovativoprogetto di conservazione che ha dato vita al Museo fortementevoluto dalla Zhukova, trasformando il famoso ristorantemodernista sovietico Vremena Goda in uno scintillante museocontemporaneo, di 5.400 metri quadrati, con cinque grandi spaziespositivi. Un paio di murales del concettualista Erik Bulatovsono appesi nell’atrio con la frase “Vieni al garage!” tra iraggi di un sole che sorge. Mentre già mercoledì, attendevano lospettatore ai piani di sopra le istallazioni di Yayoi Kusama e leperformance di Julius Koller.

Margarita Pushkina, direttore della fiera dell’arte Cosmoscow,che martedì ha organizzato un convegno al Four Season, accanto alCremlino, spiega: “Per Mosca è una settimana strategica. Ilmercato dell’arte si sta sviluppando in modo molto forte. Siaprono musei come questo, ad altissimo livello.Appaiono collezioni importanti e vengono aperte al pubblico.Insomma il momento è topico”. Ma anche una volta che finiràl’estate, la febbre dell’arte contemporanea è destinata acontinuare, proprio con Cosmoscow prevista per settembre 2015.”Lo scorso anno abbiamo constatato che c’è un enorme interesse.Sono venute un sacco persone”, sottolinea Pushkina. Quindi sibissa, sperando che con la febbre dell’arte arrivino anche tempipiù tranquilli. Ma su questo è difficile fare previsioni. O perdirla con un artista del Garage: “Domani, questo è il problema”.

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