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pubblicato il 18/lug/2016 17:26

Xylella, venerdì Ue rimetterà in mora l'Italia su ulivi Puglia

Martina cerca di mediare. Non risponde su reti anti sputacchina

Xylella, venerdì Ue rimetterà in mora l'Italia su ulivi Puglia

Bruxelles, 18 lug. (askanews) - Sembra ormai quasi certo che la Commissione europee lancerà, venerdì prossimo, una nuova messa in mora contro l'Italia per non aver dato esecuzione alle prescrizioni Ue sulle azioni miranti all'eradicazione, il contenimento e il monitoraggio della Xylella fastidiosa, il batterio considerato responsabile della sindrome da disseccamento degli ulivi in Puglia. La nuova messa in mora (primo stadio della procedura d'infrazione comunitaria) dovrebbe aggiornare e sostituire quella decisa precedentemente, che faceva riferimento a una situazione non più attuale.

Il commissario Ue responsabile per la Sicurezza alimentare, Vytenis Anriukaitis, ha avvertito il ministro delle Politiche agroalimentari, Maurizio Martina, che ha incontrato oggi a Bruxelles, che "la Commissione non avrà altra scelta che lanciare una procedura d'infrazione" contro l'Italia, "a meno che non sia intrapresa un'azione immediata" per contenere l'epidemia della Xylella, il batterio considerato responsabile del disseccamento degli ulivi in Puglia.

In particolare, nella nuova messa in mora non dovrebbe esserci più la richiesta dell'Ue di abbattere tutte le "piante ospiti" del batterio in un raggio di 100 metri attorno agli ulivi attaccati dalla Xylella, nella fascia di confine a nord ovest della "zona infetta" (tutta la provincia di Lecce e parte di quella di Brindisi). Quest'obbligo si applica ormai solo ai focolai puntiformi esterni alla stessa zona infetta.

"Sentiremo il commissario - ha detto Martina ai giornalisti che lo attendevano prima dell'incontro - e capiremo qual è l'aggiornamento che la Commissione vuole darci".

"Come sapete, per noi la questione è molto complessa. Io sono il primo - ha continuato il ministro - a essere preoccupato di come in Puglia stanno andando le cose. Sappiamo della complessità della situazione, data anche dalle vicende giudiziarie. Capiremo con la Commissione come agire".

"Il mio unico obiettivo - ha osservato Martina - è contribuire a sviluppare un piano di interventi utile per il territorio e per i nostri agricoltori. Questo è il tema fondamentale, resta il tema numero uno. Si sono fatte delle cose, certamente bisogna insistere. Abbiamo bisogno - ha sottolineato il ministro - di avere la Regione Puglia in campo da protagonista ancora di più, sempre meglio, e questo sarà un tema anche nelle prossime giornate".

Martina ha risposto poi con una certa irritazione a un giornalista che chiedeva come mai non si installino le reti anti-insetto per impedire il passaggio dalla sputacchina, la cicala riconosciuta come vettore dell'infezione. Se le reti si dimostrassero efficaci nell'ostacolare il diffondersi dell'infezione, vi si potrebbe far ricorso invece di abbattere gli alberi infetti, come richiede di fare l'Ue nella fascia di confine interna della zona infetta e negli eventuali focolai puntiformi esterni.

"Ci sono diverse discussioni sul piano tecnico-scientifico. Io sono - ha puntualizzato il ministro - perché ciascuno faccia il suo mestiere. E quando si profilano soluzioni di carattere tecnico-scientifico vanno valutate da chi ha le competenze. Dobbiamo smetterla di fare i tuttologi e pensare di avere soluzioni semplici per un problema complesso come questo".

"Sono misure - ha concluso Martina - che hanno impatti tutt'altro che insignificanti, e se siamo arrivati fin qui è perché abbiamo troppo spesso agito con superficialità".

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