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pubblicato il 02/dic/2013 13:04

Wto: al via domani a Bali nona ministeriale. Stretta su 'azioni' Ong

Wto: al via domani a Bali nona ministeriale. Stretta su 'azioni' Ong

(ASCA) - Bali, 2 dic - Si e' aperta informalmente a Bali, in Indonesia, con il tradizionale briefing alla stampa del direttore delle relazioni esterne Keith Rockwell, la nona ministeriale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto).

Il vertice verra' inaugurato ufficialmente domani, e proseguira' fino al 6 dicembre prossimo. Un'edizione, a detta dello stesso Rockwell, di straordinaria importanza per il futuro dell'Organizzazione, cui parteciperanno, ad oggi, oltre 280 delegati di 25 Paesi membri su 159, piu' di 600 rappresentanti di 446 Ong accreditate e circa 500 giornalisti. Dopo il flop della ministeriale di Seattle nel 1999, e il lancio nel 2001 dell'Agenda di sviluppo - dedicata a rafforzare i Paesi piu' poveri ed emergenti, all'indomani dell'attentato alle Torri Gemelle, come strumento di pacificazione globale - le trattative di liberalizzazione commerciale ''erano paralizzate ormai da cinque anni'', ha ammesso Rockwell. L'unico modo per ''riportare il negoziato sui binari, con un'iniezione di fiducia nelle sue potenzialita''', ha sottolineato il portavoce, e' di approvare alcune delle misure contenute all'interno dell'Agenda di sviluppo, le piu' ''pronte ad essere chiuse'' e riproposte qui a Bali per l'approvazione da parte dei Paesi membri. Nuove regole per la facilitazione del commercio nei Paesi in via di sviluppo; un pacchetto agricolo, che reitera tra l'altro il taglio dei sussidi alle esportazioni da Parte dei Paesi avanzati, gia' promesso nella ministeriale di Hong Kong nel 2005 e mai attuato; misure specifiche per il sostegno dei Paesi meno sviluppati (o LDCs), tra cui l'antico dossier sul Cotone, cruciale per la sopravvivenza nei Paesi piu' poveri dell'Africa: sono questi i tre pilastri dell'intesa contenuta nel ''Pacchetto di Bali'' in discussione in questa nona ministeriale. Argentina e gruppo dell'Alba, con in testa Bolivia, Cuba, Venezuela ed Ecuador, si oppongono al capitolo sulla facilitazione del commercio, perche' viene chiesto ai Paesi in via di sviluppo di implementare tutta una serie di misure che renderebbero gli scambi piu' veloci e tracciabili, ma che sono vincolanti e molto costose per i Paesi che debbono provvedervi. I Paesi sviluppati che ne beneficeranno, invece, non sarebbero altrettanto obbligati a garantire assistenza tecnica e finanziaria per sostenerli, come pure sarebbe previsto. L'India, prossima alle elezioni, e' invece contraria al capitolo sull'agricoltura che, se entrasse in vigore, le impedirebbe di stoccare materie prime alimentari acquistate direttamente dai piccoli produttori a prezzi calmierati, per distribuirli come aiuti per la sicurezza alimentare regolando al tempo stesso i prezzi sul mercato interno in caso d'emergenza.

Un divieto che il Governo, sotto esame elettorale, non puo' permettersi.

A Ginevra, dove i ministri al commercio hanno lavorato alacremente nelle scorse settimane per arrivare in Indonesia con un accordo chiuso e solo da formalizzare ''siamo caduti ad un metro dal traguardo'', ha spiegato Rockwell, ed e' per questo che il neo-insediato direttore generale, il brasiliano Roberto Azevedo, aveva dichiarato il ''collasso del negoziato'', e l'impossibiita' di considerare l'appuntamento di Bali come una vera tappa negoziale. ''Tutta una tattica'', accusano i movimenti e le ong che hanno inaugurato ieri a Bali allo stadio Yowana Mandala la settimana d'azione #EndWto. ''Azevedo, appena i ministri hanno lasciato Ginevra, ha preso i testi ancora aperti e li ha inviati alle delegazioni diplomatiche come punto di partenza di un vero e proprio negoziato che si terra' comunque a Bali, nonostante molti ministri non avessero nemmeno considerato di prendervi parte stante la grande distanza tra le diverse posizioni costatata a Ginevra dallo stesso Azevedo''.

Rockwell, tuttavia, controbatte a distanza che ''a Ginevra eravamo davvero vicini al risultato. Per questo non abbiamo bisogno qui di un vero negoziato, considerato che i dettagli tecnici sono chiari. C'e' solo bisogno di volonta' politica e di determinazione nell'incoraggiare i Paesi membri a lavorare insieme''. E forse per favorire la concentrazione di stampa e delegati, Rockwell annuncia anche una stretta alla partecipazione delle Ong alle conferenze stampa: ''in oltre 10 anni di ministeriali - ha spiegato - abbiamo sempre permesso che le Ong partecipassero, pur non potendo intervenire, alle conferenze stampa ufficiali. A causa della consuetudine, da parte di alcuni, di interromperle per manifestare dissenso, a Bali introduciamo una misura draconiana. Alla prima interruzione, tutte le ong accreditate verranno bandite dalle conferenze stampa''. ''Non so se ci sia un piano B rispetto a un eventuale fallimento del vertice'', ha ammesso Rockwell, auspicando una felice conclusione della settimana di trattative. L'obiettivo per tutti, almeno dentro alla struttura, e' che il 6 dicembre, nella cerimonia conclusiva, si possa annunciare qualche concreto passp avanti e che si allontani finalmente dall'organizzazione lo spettro del congelamento, e il riversamento dei Paesi membri verso nuovi accordi bilaterali e plurilaterali, rigorosamente fuori dalla Wto.

sis/gbt

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