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pubblicato il 17/mag/2016 07:46

Weidmann: bene riforme ma Italia non è certo un modello su conti

Presidente Bundesbank: "deficit non è la via giusta per crescere"

Weidmann: bene riforme ma Italia non è certo un modello su conti

Roma, 17 mag. (askanews) - Il governo italiano "ha avviato molte importanti riforme" e "concordo perfettamente con Pier Carlo Padoan" quando dice che la crescita è essenziale ma "sono scettico verso chi pensa che il problema del debito si possa affrontare facendo altri debiti, o che il deficit sia la via giusta per favorire la crescita". Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann in un'intervista a Repubblica ribadisce la sua posizione critica sulla flessibilità di bilancio sottolineando che sui conti pubblici "l'Italia non è certo un modello".

"Ovviamente la crescita è essenziale: su questo concordo perfettamente con Pier Carlo Padoan - dice - Peraltro il governo di cui fa parte ha avviato molte importanti riforme per stimolarla, penso a quella del mercato del lavoro o alla riforma istituzionale".

"Però - prosegue Weidmann - sono scettico verso chi pensa che il problema del debito si possa affrontare facendo altri debiti, o che il deficit sia la via giusta per favorire la crescita. A mio parere non c'è contrasto tra crescita e solidità dei bilanci. E sui conti pubblici, l'Italia non è certo un modello".

Il Presidente della Bundesbank risponde anche al premier Matteo Renzi che lo aveva invitato ad occuparsi del sistema bancario tedesco: "Quindi Ignazio Visco può discutere soltanto sull'Italia, e io solo sulla Germania? Alla Bce ci occupiamo della politica monetaria di tutta l'eurozona. Ultimamente notiamo un indebolimento della spinta riformista e della disciplina di bilancio. Alcuni Paesi, oppressi in passato da oneri ingenti sul debito, non hanno saputo approfittare in misura sufficiente degli enormi risparmi di cui hanno fruito grazie ai tassi bassi".

Weidmann spiega anche la sua critica agli attacchi del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Shauble alla politica della Bce: "Non si trattava di prendere le difese di Mario Draghi, ma di sottolineare l'autonomia della Bce. Ho esposto la mia opinione basandomi su un'analisi economica. Quanto ho detto, peraltro, è perfettamente in linea con quanto ho dichiarato in precedenza. Ovviamente è legittimo discutere di politica monetaria. Ma non bisogna mai mettere in discussione l'indipendenza delle banche centrali".

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