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pubblicato il 25/mar/2014 16:09

Visco: rispetto fiscal compact con crescita 3% e pareggio... (1 Update)

(ASCA) - Roma, 25 mar 2014 - ''Gli accordi raggiunti nel corso dell'ultimo biennio hanno reso operativi gli impegni di bilancio presi in passato. La regola sul debito pubblico, che sara' applicata all'Italia per la prima volta nel 2016, richiede una riduzione media annua del suo rapporto rispetto al pil pari a circa un ventesimo della parte che eccede il limite del 60 per cento. Per rispettarla non e' necessario ridurre il valore nominale del debito. In condizioni di crescita 'normale', vicina al 3 per cento nominale, sarebbe infatti sufficiente mantenere il pareggio strutturale del bilancio.

A differenza di quanto sostenuto da alcuni commentatori, non sarebbero necessarie manovre correttive da 40-50 miliardi all'anno, non sarebbe richiesto mantenere un orientamento permanentemente restrittivo alla politica di bilancio''.

Cosi' il Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nel suo intervento a Pavia, in occasione della Lectio magistralis sul tema: ''L'uscita daal crisi del debito sovrano: politiche nazionali, riforme europee, politica monetaria''.

Visco ha anche sottolineato che ''per il nostro paese il vero vincolo di bilancio e' dato dalla necessita' di garantire la sostenibilita' del debito pubblico e di mantenere il pieno accesso al mercato finanziario''. Il Governatore ha poi ricordato di aver ''sottolineato piu' volte come il ricorso annuo del Tesoro ai mercati sia dell'ordine di 400 miliardi.

In un contesto ancora carico di tensioni, basta poco a incrinare la fiducia degli investitori. E' successo tra l'estate del 2011 e la primavera del 2012, quando la quota di titoli pubblici italiani in mani estere scese drasticamente''.

''Gli accordi raggiunti nel corso dell'ultimo biennio hanno reso operativi gli impegni di bilancio presi in passato. La regola sul debito pubblico, che sara' applicata all'Italia per la prima volta nel 2016, richiede una riduzione media annua del suo rapporto rispetto al pil pari a circa un ventesimo della parte che eccede il limite del 60 per cento. Per rispettarla non e' necessario ridurre il valore nominale del debito. In condizioni di crescita ''normale'', vicina al 3 per cento nominale, sarebbe infatti sufficiente mantenere il pareggio strutturale del bilancio.A differenza di quanto sostenuto da alcuni commentatori, non sarebbero necessarie manovre correttive da 40-50 miliardi all'anno, non sarebbe richiesto mantenere un orientamento permanentemente restrittivo alla politica di bilancio''.

Visco ha inoltre messo in evidenza che ''anche se la regola sul debito prevede alcuni margini di flessibilita', e' comunque sulla crescita reale dell'economia, quindi sulla ripresa degli investimenti - al tempo stesso fattore di offerta e componente fondamentale della domanda - che bisogna puntare''. Quanto all'andamento dei prezzi, l'inflazione - ha proseguito - continua a situarsi al di sotto del livello compatibile con la definizione di stabilita' dei prezzi adottata dalla Bce, che consiste in una variazione annua dei prezzi inferiore ma prossima al 2 per cento su un orizzonte di medio periodo.

In effetti, ha concluso il governatore ''negli ultimi mesi l'inflazione al consumo nell'area dell'euro e in Italia e' scesa in misura sistematicamente superiore alle aspettative; dallo scorso ottobre si colloca al di sotto dell'1 per cento.

Secondo le recenti previsioni della BCE, essa sarebbe pari all'1,0 per cento nella media di quest'anno, all'1,3 nel 2015 e all'1,5 nel 2016. Le nostre previsioni delineano un quadro simile anche per l'evoluzione dei prezzi al consumo in Italia''.

ram/mau

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