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pubblicato il 25/mar/2014 16:14

Visco: non siamo in una situazione di deflazione

Visco: non siamo in una situazione di deflazione

(ASCA) - Roma, 25 mar 2014 - Non siamo in deflazione. Lo ribadisce il governatore della Banca d'Italia Ignazio Visco, nel corso della Lectio magistralis a Pavia. ''Non siamo in una situazione di generalizzata riduzione dei prezzi, di deflazione. Ma - spiega Visco - anche un lungo periodo di variazioni dei prezzi troppo contenute puo' comportare conseguenze indesiderabili: ostacolando la correzione degli squilibri macroeconomici attraverso l'aggiustamento dei prezzi relativi; spingendo i consumatori a rimandare gli acquisti, soprattutto di beni durevoli; riflettendosi sul costo d'uso del capitale e scoraggiandone quindi l'accumulazione; rendendo piu' oneroso il servizio del debito''. Inoltre si potrebbe creare ''un pericoloso distacco delle aspettative di inflazione dall'obiettivo delle autorita' di politica monetaria'', ha rilevato il governatore.

Cosi' Visco mette in evidenza che '' rischio che le aspettative di inflazione a lungo termine perdano il riferimento alla stabilita' dei prezzi va contrastato con determinazione''. Si tratta di un rischio ''per ora contenuto, ma vi sono segnali - osserva - che non vanno sottovalutati. La tendenza alla diminuzione delle aspettative di inflazione si e' rafforzata nei mesi recenti, estendendosi anche a orizzonti meno vicini: i rendimenti sui contratti swap sul tasso d'inflazione segnalano che l'attesa sull'inflazione a un anno tra tre anni e' pari all'1,2 per cento; all'1,6 tra cinque anni''. Visco poi riporta l'indagine condotta dalla Bce, i previsori professionali valutano in quasi il 20 per cento la probabilita' che tra due anni l'inflazione si collochi su un livello pari o inferiore allo 0,9 per cento'', prosegue.

La Bce comunque ''utilizzera' tutti gli strumenti necessari - conclude - per mantenere la stabilita' dei prezzi''.

Infine il governatore sottolinea che ''i ritardi nell'attuazione di riforme strutturali in diversi paesi sono all'origine dell'accumulo degli squilibri macroeconomici che hanno alimentato la crisi attuale''.

ram

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