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pubblicato il 29/mar/2014 13:27

Visco: anche per imprenditori e lavoratori serve profondo cambiamento

Visco: anche per imprenditori e lavoratori serve profondo cambiamento

(ASCA) - Bari, 29 mar 2014 - Non e' solo il mondo della politica a dover cambiare per rimettere in moto un virtuoso persorso di crescita. Il cambiamento deve riguardare anche l'impresa ed i lavoratori. Usa toni pacati ma fermi il governatore di Bankitalia Ignazio Visco che dal palco del convegno di Confindustria a Bari richiama tutti alle proprie responsabilita'. ''Lo sforzo di cambiamento richiesto ai soggetti pubblici e ai policy-maker - ha detto Visco - deve essere accompagnato da un altrettanto profondo mutamento del settore privato, delle imprese e dei lavoratori''. Il governatore di Bankitalia lancia poi l'invito al sistema delle imprese a innovare. ''La sfida per le imprese - ha proseguito - e' di realizzare un salto di qualita' di prodotto e di processo, che le porti a essere piu' grandi, piu' tecnologiche, piu' internazionalizzate, cosi' da agire quali incubatrici di una delle piu' rilevanti dimensioni del capitale umano: la capacita' d'innovare. Il rafforzamento del capitale delle imprese puo' facilitare una piu' intensa attivita' innovativa''. Immediata la replica del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi. ''Anche se non siamo alti due metri, molti di noi hanno deciso di lottare e investire su quello che lei, governatore, ha indicato''. Il governatore di Bankitalia e' tornato anche a quanto dichiarato ieri che e' stato letto come una critica alle parti sociali con repliche piccate, in particolare da parte dei sindacalisti Camusso e Bonanni, mentre il numero uno degli industriali ha detto di non aver letto nelle parole di Visco una critica alle imprese. ''Su agenzie, giornali e blog e' stato riportato con grande clamore un allarme che avrei ieri lanciato - ha precisato Visco - ma bastava ascoltare quanto ho detto: mi sono limitato a ripetere concetti espressi da me e dai miei collaboratori a lungo e da lungo tempo''. Il governatore di Bankitalia ha aggiunto di avere fatto affermazioni sul mercato del lavoro che non avevano nessun specifico riferimento. Visco ha quindi precisato che ''non ho detto ieri che le rigidita' delle imprese e dei sindacati frenano lo sviluppo. Mi sono invece riferito, come oggi, ad analisi di questo lungo periodo di crescita 'ultra frenata' della nostra economia per gli scorsi venti anni o giu' di li'. E ho detto che 'Rigidita' legislative, burocratiche, corporative, imprenditoriali e sindacali' mi appaiono ancora come 'la remora principale allo sviluppo del nostro paese'; che 'i movimenti della politica, del corpo sociale sono apparsi impediti e l'azione e' risultata largamente insufficiente rispetto al bisogno'; e ancora che 'le conseguenze dell'immobilismo sono pero' diverse da quelle che si manifestavano negli anni settanta: mentre allora era l'inflazione, oggi e' il ristagno'''. did/

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