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pubblicato il 04/set/2014 15:16

Vino: per famiglie Amarone d'Arte serve cautela su vendemmia 2014

(ASCA) - Roma, 4 setr - Serve cuatela nella valutazione della vendemmia del 2014. Le undici Famiglie dell'Amarone d'Arte sono caute nel dare valutazioni negative sui risultati che un'estate inconsueta puo' avere per la qualita' del vino Amarone di quest'anno. A stemperare il sensazionalismo di questi giorni e' stata Marilisa Allegrini, presidente de Le Famiglie dell'Amarone d'Arte, facendosi interprete della loro posizione e, anzi, suggerendo di valutare la situazione come ''un'opportunita' di scelta''. Le undici Famiglie producono 2,5 milioni di bottiglie di Amarone d'Arte ed hanno, tutte insieme, un fatturato globale annuo di 160 milioni di Euro, destinando all'export oltre l'80% della produzione.

''Inutile negare che l'annata 2014 sia stata anomala'', ha detto Allegrini ricordando che ''l'estate piovosa si sta rivelando decisamente non positiva e compromettente per le nostre uve. Ma questo non vuol dire che debba essere esclusa a priori una produzione 2014. Chi guarda alla qualita' del prodotto sara' sufficientemente sensibilizzato a non mettere in bottiglia il suo vino se risultera' non idoneo''.

Poi ha esortato ''a guardare all'esempio di altre zone vinicole, come il Bordeaux, dove la differenza fra una grande annata ed una meno favorevole (da consumarsi, quindi, piu' velocemente) da sempre determina una diversa quotazione di mercato. Anche alcune denominazioni italiane, come il Barolo, si sono gia' adeguate a queste dinamiche e ad un meccanismo dettato pure dall'andamento di stagione, favorendo informazione e non disinformazione''.

Ed e' soprattutto per creare ''consapevolezza nel consumatore'', ha aggiunto la portavoce delle Famiglie dell'Amarone d'Arte, ''che dobbiamo spiegare e raccontare i motivi e le conseguenze delle grandi annate come pure di quelle meno fortunate, affinche' ci possa essere una predisposizione, anche psicologica, a pagare prezzi differenziati per annate diverse. Ad ogni modo la scelta di una ''non produzione'' in caso di annata scadente deve essere valutata in modo piu' ampio''.

Di certo, ha proseguito Marilisa Allegrini, ''quello che vogliamo ribadire e' che il metodo di appassimento, qualsiasi sia il ''percorso'' scelto dalla singola azienda, e' sempre fatto in modo naturale: solo uve perfettamente sane possono entrare nei fruttai e di certo il controllo dell'umidita' in autunni particolarmente piovosi non puo' essere catalogato come ''forzatura tecnologica'''.

com-ram

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