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pubblicato il 05/giu/2013 14:14

Vino: Cia, rischio export. Italiano vale 8% mercato Pechino

Vino: Cia, rischio export. Italiano vale 8% mercato Pechino

(ASCA) - Roma, 5 giu - L'indagine anti dumping avviata dalla Cina sul vino importato dall'Unione europea, dopo la scelta comunitaria ieri di mettere dazi ai pannelli solari cinesi, andrebbe ''a incidere negativamente su uno dei maggiori driver di crescita nazionali con una quota pari al 20% del totale dell'export agroalimentare. In 7 anni l'import della Cina di ''rossi'' e ''bianchi'' si e' quasi decuplicato, passando dai 500 mila ettolitri del 2006 ai 4 milioni attuali. E due terzi sono 'made in Ue'''. Questo il commento della Confederazione italiana agricoltori (Cia), secondo cui ''il vino italiano entra senza colpe in una guerra di dazi che rischia di frenare l'export verso la Cina, dove l'incidenza delle nostre bottiglie sul mercato di Pechino e' passata da appena l'1 per cento di fine anni Novanta all'8 per cento attuale, con un volume d'affari in costante crescita che oggi sfiora gli 80 milioni di euro''. Nell'ultimo anno le esportazioni di vino ''made in Italy'' in Cina sono aumentate del 15 per cento - ricorda la Cia - e anche nel primo bimestre del 2013 la spesa per le nostre bottiglie e' cresciuta del 41,5 per cento per 32.596 ettolitri venduti oltre la Grande Muraglia solo tra gennaio e febbraio. E' chiaro, quindi, che la volonta' di Pechino di mettere dazi sul vino andrebbe a incidere pesantemente su uno dei driver di crescita del ''made in Italy'', visto che le nostre etichette rappresentano il 20% di tutto l'export agroalimentare con un fatturato oltreconfine di 4,8 miliardi di euro -sottolinea la Cia- che va a compensare il calo netto dei consumi interni, con un bicchiere in meno ogni quattro sulle tavole degli italiani.

Ma si tratta di una decisione che avra' grosse ripercussioni in tutta Europa -aggiunge la Cia- visto che solo nel 2012 la Cina ha importato circa 4 milioni di ettolitri di vino, due terzi dei quali proprio provenienti dai Paesi comunitari. E, piu' in generale, in soli sette anni l'import cinese di ''rossi'' e ''bianchi'' si e' quasi decuplicato, passando dai 500 mila ettolitri del 2006 ai 4 milioni attuali e balzando dal ventesimo al 5* posto nella classifica dei maggiori Paesi bevitori.

red/mpd

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