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pubblicato il 20/set/2014 15:51

Valls lunedi' a Berlino, ma pressing rischia schianto sul muro

Schaeuble attacca politiche "morbide": creano pericolo bolle (ASCA) - Roma, 20 set 2014 - Rischia di infrangersi su un muro tedesco ulteriormente irrigidito, l'ultimo tentativo di convincere Berlino a spendere di piu'. Lunedi' il neo premier francese, Manuel Valls, sara' a Berlino, con ogni probabilita' mosso dall'ambizione di ottenere qualche spiraglio dai tedeschi, in termini di misure di bilancio per la crescita. Ma appunto si tratta solo della piu' recente tra le tante sollecitazioni che da piu' parti, in Europa e non solo, si sono succedute. Si chiede a Berlino di usare i margini di cui dispone per rafforzare la spesa pubblica in investimenti, e in questo modo aiutare tutta l'economia dell'area euro. Solo che finora l'unico esito che queste manovre sembrano aver avuto e' quello di aver fatto cementare il "nein" teutonico.

Dal G20 delle Finanze in corso in Australia, il ministro Wolfgang Scaheuble non ha mancato di battere un colpo. Tramite fonti della delegazione tedesca, ha puntato il dito contro il rischio che linee eccessivamente morbide su politiche di bilancio e monetarie possano alimentare bolle speculative su Borse e mercati immobiliari.

Intanto secondo il Financial Times il governo tedesco si sarebbe irritato non poco per un editoriale a quattro mani del componente francese del Comitato esecutivo della Bce, Benoit Coeure', assieme all'ex componente tedesco Joerg Asmussen, che tornava alla carica proprio su queste richieste di aumento degli investimenti pubblici. A paesi come Francia e Italia i due, dalle pagine del Berliner Zeitung, raccomandavano invece di portare avanti le necessarie riforme strutturali.

In Germania secondo il FT permane una profonda diffidenza sul fatto che Roma e Parigi porteranno effettivamente a compimento le riforme.

Ma indipendentemente da cio', da alcune settimane e' apparso piuttosto chiaro che a Berlino si e' ricreata una chiusura granitica. Sembra quasi quella mentalita' da assediati che i policy maker tedeschi hanno gia' assunto a piu' riprese durante la lunga crisi dei debiti nell'area euro, quando si opponevano a coloro che chiedevano di concedere di piu' sul salvataggio di altri paesi.

Di recente esortazioni anche piu' esplicite, di quelle dei due "ex colleghi" della Bce, si sono viste dalla direttrice del Fondo monetario internazionale, Christine Lagerde, e perfino dal facente funzioni di commissario europeo agli Affari economici, Jyrki Katainen, che pure teoricamente viene annoverato tra gli "alleati" di Berlino sul sostegno al rigore nei conti pubblici.

Ma a piu' riprese Schaeuble ha chiarito che il governo tedesco non ha nessuna intenzione di far ricadere il bilancio in deficit, proprio ora che sul 2015, dopo oltre 40 anni si appresta per la prima volta ad averlo in equilibrio.

Quanto a Valls invece, quale ennesimo protagonista dei numerosi rimpasti di governo operati sotto la presidenza di Francois Hollande (senza che abbiano sortito alcunche' su crescita economica e popolarita' dell'esecutivo socialista), e' probabile che si presenti sentendo non poco le pressioni affinche' porti qualche risultato a casa. Basti considerare che uno degli esponenti di punta del governo francese, il ministro dell'Economia, Arnaud Montebourg, si e' spinto ad accusare Hollande di essersi "appiattito sulle politiche di bilancio della destra tedesca".

Ma oggi non appare certo solido quell'asse Parigi-Berlino che tante volte e' stato protagonista delle soluzioni (per quanto laboriose e difficili) concertate durante la crisi dei debiti. Le posizioni espresse dalle due capitali nelle ultime settimane non lasciano presagire facili mediazioni.

Voz

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