martedì 24 gennaio | 02:43
pubblicato il 10/apr/2014 18:30

Unioncamere: distretti hanno perso pezzi ma conquistano quote all'estero

Unioncamere: distretti hanno perso pezzi ma conquistano quote all'estero

+++ Nonostante il calo di fatturato e occupazione, nel 2013 superati i 77 mld di euro di saldo commerciale +++.

(ASCA) - Roma, 10 apr 2014 - C'e' (ancora) un'Italia che va.

Ha perso qualche pezzo in questi anni, cedendo fatturato e riducendo occupazione, ma ha conquistato notevoli quote di mercato all'estero, arrivando a superare lo scorso anno i 77 miliardi di euro in termini di saldo commerciale. E' la fotografia del Paese ''reale'' descritto nel Rapporto sui Distretti 2014, promosso da Unioncamere e presentato oggi a Roma, e che delinea un'Italia ancorata al proprio territorio, che si riposiziona e individua nuove strategie, che si evolve ed innova. Sfatando cosi' almeno due miti: che la globalizzazione avrebbe azzerato la connessione tra impresa e territorio e che i settori ''maturi'' sarebbero stati sopravanzati dalla concorrenza dei Paesi emergenti.

Questa Italia ''che va'', che guarda al domani con qualche speranza, e' l'Italia - afferma Unioncamere - delle 278mila piccole e medie imprese operanti nei 100 distretti monitorati dall'Osservatorio nazionale, nei quali operano quasi 1,4 milioni di addetti e alle quali si devono circa 75 miliardi di euro di valore aggiunto prodotto.

Considerando il complesso delle aree distrettuali, queste imprese concentrano oltre il 50% dell'occupazione manifatturiera italiana. Un modello - tutto italiano - il cui campione assoluto (in termini di performance economiche nel 2013) e' il Metadistretto alimentare Veneto, ''tallonato'' da due leader toscani: il distretto delle pelli cuoio e calzature di Valdarno Superiore e quello del tessile-abbigliamento di Empoli. Un'Italia che delocalizza meno (e che in qualche caso addirittura dall'estero ritorna ''a casa'') e che cerca sempre di piu' la strada della collaborazione con altre imprese (anche all'estero) per essere competitiva.

''La proiezione sui mercati internazionali delle filiere distrettuali ha il suo fondamento in quella cultura del produrre fatta di qualita', genialita', tradizione che nessuno potra' mai imitare, perche' ha valori fondanti nel territorio e nei saperi locali, che la globalizzazione esalta anziche' distruggere'', ha commentato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.

com/sam/

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