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pubblicato il 05/lug/2013 13:41

Unioncamere: 1.000 prodotti made in Italy da podio nell'export (1 upd)

(ASCA) - Roma, 5 lug - Nonostante la profonda crisi dal nostro export arrivano segnali incoraggianti che smentiscono la vulgata secondo la quale l'Italia sarebbe un paese senza futuro. L'Italia sa essere innovativa, versatile, creativa, reattiva, competitiva e vincente. Soprattutto sui mercati globali. Tanto da esprimere, nonostante la crisi, quasi mille prodotti con saldo commerciale attivo da record e da mettere a segno un attivo di 183 miliardi di dollari. E' questo il Paese che emerge dal rapporto I.T.A.L.I.A. - Geografie del nuovo made in Italy realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere e Fondazione Edison e presentato oggi a Treia (Mc), in occasione dell'apertura dell'XI Seminario estivo di Symbola. Un rapporto che, senza nascondere le difficolta' del nostro mercato interno, misura la competitivita' del sistema produttivo italiano non con parametri antichi e obsoleti, come la quota di mercato detenuta sull'export mondiale, ma con un nuovo indicatore capace di cogliere e leggere in modo assai piu' fedele e puntuale quanto si muove nella nostra economia. Se adottiamo come metro della competitivita' la bilancia commerciale dei singoli prodotti, emergono in tutta evidenza la creativita' e la duttilita' del made in Italy, la capacita' del nostro sistema produttivo di reagire di fronte al mutare degli scenari internazioni e di fronte alla crisi.

Insieme a Cina, Germania, Giappone e Corea, infatti, l'Italia e' uno dei soli 5 Paesi del G-20 ad avere un surplus strutturale con l'estero nei prodotti manufatti non alimentari. In altri termini, escludendo l'energia e le materie prime agricole e minerarie, l'Italia e' uno dei paesi piu' competitivi a livello mondiale. Vantiamo quasi 1000 prodotti in cui siamo tra i primi tre posti al mondo per saldo commerciale attivo con l'estero. Vuol dire che se pensiamo al mercato globale come a un'olimpiade, ai prodotti come discipline sportive in cui vince chi ha un export di gran lunga superiore all'import, l'Italia arriva a medaglia quasi mille volte. Fanno meglio di noi solo Cina, Germania e Stati Uniti. Il risultato di questo ricco medagliere e', come anticipato, un saldo positivo di 183 miliardi di dollari al 2011. Una tendenza che si conferma anche nel 2012, quando siamo stati il secondo paese europeo, dopo la Germania, per attivo manifatturiero con i Paesi extra-UE.

''Di fronte a una crisi durissima e a un mondo che cambia - commenta Ermete Realacci, Presidente della Fondazione Symbola -, c'e' un'Italia che nonostante le sirene del declino si ostina a fare l'Italia e per questo trova il suo spazio nel mondo. C'e' un'Italia che sa innovare senza perdere la propria anima, che ha capito che nel mondo del XXI secolo, se uno spazio c'e' per il nostro Paese e' quello della qualita'. E' l'Italia che scommette sulla qualita', sulle competenze radicate nei territori e mantenute salde con la coesione sociale e la cura del capitale umano. Che presidia la nuova frontiera della qualita' ambientale. Che sa dare valore alla propria bellezza, intercettando la grande, e crescente, domanda di Italia che viene da ogni angolo del pianeta. Raccontare questa Italia e' l'ambizione di questo rapporto''.

''Il Rapporto I.T.A.L.I.A. coglie gli aspetti vincenti del modello di sviluppo italiano, fatto di imprenditorialita' diffusa, distretti, filiere, reti, territorio'' sostiene Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere. ''E' una caratteristica originale, che rende altamente competitivo il nostro Paese. L'Italia e' uno dei soli cinque Paesi (con Cina, Germania, Giappone e Corea) ad avere un surplus strutturale con l'estero nei prodotti manufatti non alimentari. In questa nostra peculiarita', allora, occorre continuare a credere e investire. Partendo dai giovani, che nascono gia' ''dentro'' un modello di sviluppo sostenibile, che consuma di meno, valorizza il territorio e utilizza tecnologie verdi. Sono proprio loro il primo, straordinario veicolo di innovazione delle imprese e della societa' su cui il Paese puo' fare affidamento''.

Con un totale di 946 prodotti classificatisi primi, secondi o terzi nel saldo commerciale mondiale, l'Italia e' seconda solo alla Germania nella teorica classifica della competitivita' delineata dal nuovo indicatore e precede economie generalmente considerate piu' forti, come la Corea del Sud e la Francia. Piu' nel dettaglio, il nostro Paese vanta 235 prodotti medaglia d'oro a livello mondiale per saldo commerciale.

Nell'insieme queste 235 eccellenze fanno guadagnare all'Italia 63 miliardi di dollari. I nostri prodotti che si classificano al secondo posto nel mondo per saldo commerciale sono invece 390 e fruttano 74 miliardi di dollari. Le medaglie di bronzo dell'export italiano sono invece 321 prodotti che valgono un saldo commerciale complessivo di 45 miliardi. E poi ci sono altri 492 prodotti in cui l'Italia si e' classificata quarta o quinta per saldo commerciale mondiale e che hanno aggiunto alla nostra bilancia commerciale altri 38,4 miliardi di dollari. Oltre ai numeri, sono significativi anche i settori che generano questo surplus. La maggior parte delle nostre eccellenze manifatturiere non proviene solo da settori tradizionali, quali potrebbero essere il tessile o le calzature, ma arrivano dalla meccanica e dai mezzi di trasporto, dalle tecnologie del caldo e del freddo, dalle macchine per lavorare legno e pietre ornamentali, dai fili isolati di rame e dagli strumenti per la navigazione aerea e spaziale. Ai quali si affianca il presidio di quei settori in cui il made in Italy e' forte per tradizione, come il design o il lusso. Nell'insieme, insomma, si tratta di oggetti che disegnano la geografia di un nuovo made in Italy e che dimostrano quanto le nostre imprese siano state in grado di risintonizzarsi con successo sulle nuove frequenze del mercato globale senza perdere la capacita' di creare bellezza.

did/

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