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pubblicato il 29/mar/2014 13:47

Uilm: rapporti difficili tra sindacato e governo

(ASCA) - Roma, 29 mar 2014 - 2014Antonello Di Mario Tra affondi renziani e vertenze di imprese in crisi sono tempi duri per chi fa sindacato? E' l'editoriale di ''Fabbrica societa''', il giornale della Uilm, on line da domenica 30 marzo. Basta guardare all'agenda dei metalmeccanici. Martedi' primo aprile, a Torino, il confronto con Fiat rischia di concludersi nuovamente con un nulla di fatto, perche' l'azienda non vuole rinnovare il contratto nazionale per il 2014-2015.

Giovedi' tre aprile, a Roma, incontro al Ministero del Lavoro, perche' bisogna rinnovare i contratti di solidarieta' per tremila addetti del gruppo Lucchini e per altrettanti che lavorano nell'indotto. Stiamo parlando di una vertenza che non vede la fine. Lunedi' 7 aprile, sempre nella capitale, sindacati, azienda, istituzioni locali e governo si ritroveranno al Ministero dello Sviluppo economico per ascoltare da parte di Electrolux un nuovo piano industriale.

Nonostante ci sia stata l' intesa per la proroga negli stabilimenti italiani dei contratti di solidarieta' riguardanti piu' di tremila lavoratori, non esiste un testo preciso della multinazionale svedese che garantisca investimenti certi, nessun esubero e tutela occupazionale.

Tre esempi dettagliati di appuntamenti nei prossimi dieci giorni in cui emergono le relazioni difficili tra sindacato ed imprese. Ma col governo non va meglio.

Capita che il premier Matteo Renzi faccia di ogni erba un fascio e punti il dito contro l'intero sindacato, quasi reo di una sopravvenuta inutilita'. E succede che un ex premier come Romano Prodi rilanci, affermando che il pluralismo sindacale e' parte della storia, ma e' una palla al piede per la buona concertazione. Insomma, si ha l'esatta percezione che il sindacato si trovi tra l'incudine delle imprese ed il martello della politica.

Una situazione che puo' capitare senza preavviso anche a qualsiasi altro spazio intermedio della societa'. Sarebbe facile replicare alle imprese che non puo' esserci ripresa senza i rinnovi contrattuali e senza produzioni idonee, nel rispetto di una strategia di relazioni industriali finora condivisa. E alla politica si potrebbe ricordare che il governo Ciampi, attraverso la buona concertazione con le parti sociali, firmo' gli accordi del 23 luglio 1993, riuscendo a bloccare il meccanismo della spirale tra salari e prezzi e a debellare l'inflazione a due cifre.

red/did/

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