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pubblicato il 18/apr/2013 12:14

Uilm: Palombella ringrazia Napolitano, alto punto riferimento Paese

Uilm: Palombella ringrazia Napolitano, alto punto riferimento Paese

(ASCA) - Roma, 18 apr - L'elezione del Capo dello Stato, una nuova richiesta per un fisco piu' ''leggero'', una nuova politica industriale e poi il ruolo delle categorie e i rapporti con gli altri sindacati. E' una relazione di ampio respiro quella illustrata dal segretario generale della Uilm, Rocco Palombella alla decima conferenza di organizzazione del sindacato dei metalmeccanici della Uil.

Una relazione che Palombella, rivolgendosi ai delegati riuniti a Bagni di Tivoli vicino Roma, ha voluto illustrare partendo dai ringraziamenti al Presidente della Repubblica uscente, Giorgio Napolitano. Il leader della Uilm, infatti, non volendosi sbilanciare su chi potrebbe essere il successore, ha riconosciuto che ''l'attuale Presidente della Repubblica e' stato alto punto di riferimento delle istituzioni e dell'intero Paese in anni di grave crisi. Gli siamo riconoscenti - ha detto - per come ha esercitato il suo ruolo''.

Entrando nello specifico Palombella e' ritornato sulla necessita' di un fisco piu' equo. ''La nostra reiterata richiesta di alleggerire il carico fiscale e contributivo sul lavoro dipendente - ha detto - non nasce quindi da un mero interesse di parte, ma da una oggettiva necessita' economica.

La questione si pone con particolare urgenza relativamente al salario variabile legato agli incrementi di produttivita'''.

Per il dirigente sindacale ''e' ora di pensare a un prelievo fiscale differenziato per settori produttivi: chi compete sui mercati mondiali non puo' sopportare i fardelli che con il tempo gli sono stati affibbiati. I settori fondamentali che partecipano al conto delle partite correnti con l'estero,vale a dire l'industria, l'agricoltura ed il turismo, devono beneficiare di una fiscalita' di vantaggio''.

Sul fronte industriale Palombella ha ribadito che ''dobbiamo chiedere a gran voce una politica industriale che parta dai settori oggi in pericolo: siderurgia, difesa, cantieristica, informatica, telecomunicazioni, elettrodomestici, automotive'', mentre sul ruolo delle categorie ha sottolineato che ''nonostante la decisione della nostra categoria europea e mondiale di unirsi ad altre due categorie industriali e benche' anche in Italia, seppur timidamente, alcune categorie stiano seguendo il medesimo esempio, allo stato attuale noi riteniamo che sarebbe sbagliato procedere ad ulteriori fusioni che ci farebbero perdere la nostra presenza specifica e autonoma nei singoli territori''.

Piuttosto - ha aggiunto - riteniamo utile che si avvii un percorso di integrazione e di condivisione di alcune iniziative fra settori affini, per esempio per il settore industriale. Su alcuni territori dove la presenza della nostra categoria e' particolarmente limitata,si possono dar luogo a forme sperimentali di rappresentanza di piu' categorie,anche allo scopo di contenere i costi''.

Palombella si e' poi soffermato sul sistema contrattuale e sulle prossime scadenze. ''Il prossimo mese di maggio - ha ricordato -, scadra' l'accordo interconfederale firmato da Cisl Uil, Confindustria e governo sul sistema contrattuale.

Non ci sara' possibilita' di ultra attivita' e se non riusciremo a fare un nuovo accordo ci troveremo senza regole per i rinnovi futuri. Il bilancio che noi possiamo ricavare come categoria, di quell' accordo, non firmato dalla Cgil, non puo' che essere positivo. Le regole confederali ci hanno permesso di rinnovare due contratti nel 2009 e nel 2012''.

In tal senso il leader della Uilm e' ritornato sul ruolo della rappresentaza. ''Dopo il risultato elettorale del 24 e 25 febbraio, per la Cgil e' svanita la possibilita' di ottenere una legge specifica per quanto riguarda la rappresentanza. Pressata dalla sua categoria, sta intensificando le richieste di incontro con Cisl e Uil per realizzare un accordo sulla democrazia e sulla rappresentanza. Ovviamente - ha spiegato -, noi siamo i primi a rispettare gli accordi che sottoscriviamo e che sottoscrive la Uil, consapevoli che l'accordo del 28 giugno si applica ai contratti aziendali. Per dare seguito a quell'accordo siamo disponibili a trovare il modo per certificare gli iscritti, e soprattutto a certificare le R.S.U. e le R.S.A.: compito gia' abbastanza arduo. Una volta che saremo riusciti a certificare gli iscritti ad ogni singola organizzazione,le R.S.A. e le R.S.U., saremo anche in grado di procedere nella seguente direzione: anche per l'approvazione della piattaforma contrattuale di I livello si puo' adottare lo stesso meccanismo dell'accordo del 28 giugno e cioe' la maggioranzadelle R.S.U. (50%+1) puo' approvare o non approvare la piattaforma''.

Per Palombella, quindi, ''la consultazione tra i lavoratori diventa ovviamente indispensabile. Stesso procedimento va utilizzato per approvare o meno l'ipotesi contrattuale sottoscritta. Questo meccanismo, ovviamente, rafforzerebbe il ruolo delle R.S.U. poiche' il contratto si applica a tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti al sindacato, e la R.S.U. per la sua stessa natura li rappresenta''.

Il numero uno dei metalmeccanici della Uil e' ritornato poi sulla necessita' di partecipazione dei lavoratori alla gestione delle aziende. ''Ritengo - ha detto - che proprio la bilateralita' sia la strada per poter implementare il sistema di partecipazione. Sono convinto che non esiste modello alternativo a quello da noi individuato e soprattutto ritengo che vada applicato l'art. 46 della nostra carta costituzionale, che conferisce all'idea di collaborazione il significato di partecipazione attiva dei lavoratori alla gestione e quindi allo sviluppo dell'azienda nell'interesse dei lavoratori e del Paese.

Vanno inoltre applicate forme di coinvolgimento dei lavoratori su determinate scelte di gestione aziendale, mediante partecipazione di rappresentanti eletti dai lavoratori o designati dalle OO.Ss. in organi di sorveglianza''.

Ultimo riferimento quello riguardante i rapporti con Fim e Fiom. ''In questi anni - ha ricordato Palombella - abbiamo registrato l'impossibilita' di recuperare un rapporto comune con la Fiom. Con la Fim siamo riusciti a firmare i contratti ed abbiamo instaurato rapporti che almeno sul piano formale riescono a tenere, fermo restando le incoerenze che continuiamo a registrare su molti territori.

Con la Fiom, invece, ogni giorno che passa i rapporti subiscono dei contraccolpi che non so se, quando e come potranno essere recuperati.

La via giudiziaria ha rappresentato l'unica strategia concreta che hanno messo in campo questi anni''.

glr

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