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pubblicato il 19/dic/2013 08:35

Ue/Banche: l'Ecofin trova l'accordo sul meccanismo anti-crisi

Ue/Banche: l'Ecofin trova l'accordo sul meccanismo anti-crisi

(ASCA) - Bruxelles, 19 dic - Finalizzato nella notte l'accordo sul meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie. Un risultato ''storico'', come lo definisce il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, tale da indurre a ''fare un raffronto con un'altra importante e storica conclusione che era quella dell'Unione monetaria''. Dopo un Eurogruppo e un Ecofin straordinari i ministri dell'Economia e delle Finanze dei paesi dell'Ue ha definito il secondo pilastro del progetto di unione bancaria, da oggi all'attenzione dei capi di Stato e di governo. L'accordo raggiunto dopo circa dodici ore di negoziato extra prevede la creazione di un fondo unico di risoluzione, che iniziera' ad essere attivo dall'1 gennaio 2015 e verra' costituito entro dieci anni. Per il 2025 il fondo avra' in sostanza la sua capacita' di intervento massima di circa 55 miliardi di euro. Il meccanismo unico di risoluzione si applichera' a circa 250 banche, circa il doppio di quelle vigilate direttamente dalla Bce (130). Si applichera' non solo alle banche sistemiche ma anche a quelle con attivita' transfrontaliere, e interessera' tutti i paesi che partecipano al meccanismo unico di vigilanza, vale a dire i diciassette dell'Eurozona (diciotto da gennaio, con l'ingresso della Lettonia) e tutti quelli fuori dall'Euro che desiderano unirsi attraverso trattati di collaborazione. I paesi con la moneta unica negozieranno ''entro l'1 marzo 2014'' un accordo intergovernativo sul funzionamento del fondo unico di risoluzione per il trasferimento di contributi nazionali al fondo unico e la ''progressiva mutualizzazione''. Tale accordo entrera' in vigore dopo la ratifica degli stati membri partecipanti all'unione bancaria (meccanismo di vigilanza e meccanismo di risoluzione) che rappresentano l'80% dei contributi del fondo di risoluzione. Secondo uno schema misto nazionale-comunitario, saranno i fondi nazionali ad essere utilizzati nelle prime fasi di crisi bancarie con un sempre maggior ricorso alle finanze extra-nazionali. I fondi di risoluzione nazionali saranno finanziati col contributi di azionisti e obbligazionisti (bail-in) per un importo pari a un tetto dell'8% degli asset bancari. Misure di assorbimento degli shock (backstop) per la fase di transizione includeranno la possibilita' di ricorrere a ''prestiti-ponte'' bancari da parte dello stato (aiuti pubblici) a carico della banca e al fondo salva-stati Esm ''secondo regole correnti''. L'Esm non ricapitalizzera' dunque le banche in modo diretto, ma concedera' crediti ai paesi. I backstop ''saranno rimborsati dal sistema bancario attraverso imposte, anche ex-post''. L'accordo prevede la creazione di un consiglio di risoluzione con poteri di intervento straordinari in caso di necessita'. Il board notifichera' alla Bce - supervisore unico - il rischio di fallimento degli istituti creditizi e su propria iniziativa adottera' uno schema di risoluzione. Le decisioni del consiglio di risoluzione verranno eseguite ''entre 24 ore'' dalla loro adozione, ''a meno che il Consiglio Ue, agendo a maggioranza semplice su proposta della Commissione europea, abbia obiezioni o proponga modifiche'' al piano di risoluzione. Il consiglio di risoluzione sara' composto da un direttore esecutivo, quattro membri permanenti e i rappresentanti della autorita' di risoluzione nazionale di tutti i paesi partecipanti. Le decisioni verrano prese in sessione esecutiva (direttore e membri permanenti), e in sessione plenaria (direttore, membri e rappresentanti). Il board sara' responsabile per le banche transfrontaliere e quelle vigilate direttamente dalla Bce mentre le autorita' nazionali di risoluzione si occuperanno delle altre. Il board, inoltre, sara' sempre responsabile se la risoluzione di una banca implica l'accesso al fondo europeo. L'esecuzione dei piani di liquidazione spettera' alle autorita' nazionali ma se una di queste non rispetta le decisioni prese allora il consiglio di risoluzione potra' emettere degli ordini di esecuzione. Con questo accordo, commenta Saccomanni, ''i fenomeni di crisi potranno essere gestiti in maniera ordinata per evitare il contagio ad altri sistemi bancari con decisioni che verranno prese nell'arco delle 24 ore''. bne/mau

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