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pubblicato il 18/dic/2013 20:56

Ue/Banche: Ecofin in corso, verso accordo su sistema anti-crisi

(ASCA) - Bruxelles, 18 dic - Ancora in corso a Bruxelles la riunione dell'Ecofin straordinario sul meccanismo di risoluzione delle crisi bancarie. I ministri dell'Economia e delle Finanze dei ventotto cercano un accordo politico da consegnare ai capi di Stato e di governo dei paesi dell'Ue domani, in occasione del vertice del consiglio europeo. Si lavora alla stesura delle bozze di conclusioni, e ''serviranno ancora un paio d'ore di lavoro'', annuncia il ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici. Del resto, come anticipato dal ministri dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, l'intesa sugli elementi essenziali era gia' alla portata nel pomeriggio: ''Sono stati fatti passi avanti nel chiarire che il meccanismo di risoluzione pubblico sara' assistito da un paracadute pubblico'', ha detto il titolare del Tesoro. Questo paracadute pubblico ''potra' operare in parallelo al fondo salva stati Esm'', dato che il fondo in questione non potra' essere utilizzato per ricapitalizzare le banche in difficolta' in via diretta.

L'Esm continuera' a prestare soldi agli Stati, come avvenuto per la Spagna, che poi ha girato questi fondi alle banche, e cio' incide sul debito pubblico e quindi sul deficit. Si verso il riconoscimento della 'mutualizzazione', la condivisione di rischi (e quindi costi) e benefici. Le opzioni sul tavolo appaiono essere due: un ricorso ai fondi degli altri stati qualora il proprio fondo nazionale non dovesse bastare, oppure la possibilita' per il fondo unico di risoluzione di poter iniziare a erogare anche durante la fase di transizione e con finanze ridotta. Il fondo unico dovrebbe entrare in funzione l'1 gennaio 2015, e avere piena dotazione (55 miliardi) nel 2025.

A Bruxelles si lavora al chiarimento degli ultimi aspetti chi sara' a decidere la risoluzione (se la Bce in veste di supervisore unico o le autorita' nazionali o la Commissione Ue), tempi di intervento (si cerca un processo decisionale in grado di liquidare una banca in 24-48 ore), e il meccanismo di voto all'interno del fondo di risoluzione (l'opzione della parita' di peso di voto tra paesi non sembrava molto condivisa, potrebbe prevalre un meccanismo di voto simile a quello del Consiglio Ue, che attribuisce un valore diverso a ciascuno Stato a seconda del numero dei suoi abitanti).

Dovrebbe restare immutato quanto gia' stabilito nei giorni scorsi sui livelli di intervento: prima di accedere al fondo di risoluzione per assorbire le perdite si fara' ricorso ai fondi di azionisti e obbligazionisti (bail-in) per un importo pari a un tetto dell'8% degli asset bancari. Dopo, in caso di necessita', si otterra' un ulteriore intervento del fondo unico per un ulteriore 5% del valore degli asset. In ultima istanza previsto il ricorso a misure pubbliche di assorbimenti degli shock.

bne/mau

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