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pubblicato il 18/dic/2013 10:03

Ue/banche: Ecofin cerca di evitare nuove riunioni straordinarie

Ue/banche: Ecofin cerca di evitare nuove riunioni straordinarie

(ASCA) - Bruxelles, 18 dic - Avanti piano sull'unione bancaria. Diverse idee sul tavolo, tanti nodi ancora da sciogliere. L'Eurogruppo straordinario non sembra aver fornito nuove risposte ai ministri dell'Economia e delle Finanze dei paesi dell'Euro, che oggi nella riunione allargata dell'Ecofin cercheranno di andare avanti su un dossier su cui pero' Germania e Italia sembrano gia' frenare.

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ancor prima della riunione dell'Eurogruppo non ha nascosto che l'eventualita' di nuove riunioni straordinarie la prossima settimana non e' da escludere, data la divergenza su alcuni temi. Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha scritto una lettera ai colleghi per invitare alla calma e prendersi tutto il tempo necessario per avere un'unione bancaria funzionante ed evitare soluzioni pasticciate. La lettera e' datata 13 dicembre, ma e' stata resa pubblica solo in queste ore. ''Ci saranno misure di assorbimento degli shock efficaci'', si limita a dire il commissario europeo per gli Affari economici e monetari, Olli Rehn. Non prende domande all'uscita, rilascia la sua dichiarazione e se ne va.

Per alcuni dimostrazione di un clima teso, per altri la logica conclusione di un Eurogruppo da cui non si attendeva nulla, e per stessa ammissione dei ministri. ''Non decidiamo all'Eurogruppo, le decisioni saranno prese all'Ecofin'', aveva detto ieri sera il ministro delle Finanze finlandese, Yutta Urpilainen. Un concetto ribadito successivamente dal presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem (arrivato piu' tardi, per problemi di traffico).

A parlare nella notte (i lavori sono finiti attorno alle 2:30) il ministro delle Finanze francese, Pierre Moscovici.

''Abbiamo una visione comune di quello che dovra' essere il meccanismo di risoluzione''. In sostanza c'e' ancora l'accordo di principio: un sistema di fondi sovrani nazionali che dovranno essere finanziati da banche, azionisti, obbligazionisti, e solo in ultima istanza dai correntisti. Un sistema che prevede la possibilita' per un paese di ricorrere ai fondi di altri paesi qualora il fondo nazionale andasse esaurito, e che comunque necessiterebbe di un periodo di transizione decennale prima dell'attivazione del fondo comune europeo. Ma si tratta di un accordo politico e di linea generale, senza ancora le definizioni tecniche. Tutto puo' ancora cambiare, come riconosce Moscovici. ''Altre formule sono possibili'', ma l'obiettivo finale rimane quello di ''un meccanismo unico, con un fondo unico, e processo decisionale semplice''. Il francese, il solo a parlare tra tutti i suoi colleghi, si dice ''ottimista''. A suo giudizio un accordo sul meccanismo di risoluzione delle crisi bancaria ''sara' possibile''. Gia' all'Ecofin di oggi? ''E' un processo che richiede calma e pazienza''.

bne/sam/alf

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