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pubblicato il 02/lug/2012 17:40

Ue/Anti-spread, Commissione-Bce possono bloccare 'veto' Helsinki

Se decidono che c'è minaccia a sostenibilità finanziaria euro

Ue/Anti-spread, Commissione-Bce possono bloccare 'veto' Helsinki

Bruxelles, 2 lug. (askanews) - E' poco meno di un bluff la minaccia del governo finlandese di "porre il veto" all'eventuale attivazione del meccanismo anti-spread, voluto e ottenuto dall'Italia durante il vertice Ue della settimana scorsa. E' quanto risulta da una lettura attenta del trattato dell'Esm, il fondo di salvataggio permanente dell'Eurozona, confortata dall'interpretazione del nuovo portavoce del commissario agli Affari economici e monetari, Olli Rehn. Come ha confermato il portavoce, Simon O'Connor, l'eventuale 'no' dei finlandesi all'acquisto sul mercato secondario, da parte dell'Esm, dei titoli di Stato di un paese sotto l'attacco dei mercati non basterebbe a bloccare la decisione, se la Commissione europea e la Banca centrale europea (Bce) concludessero che la mancata azione minaccerebbe la sostenibilità economica e finanziaria della zona euro. In questo caso, infatti, cambierebbe la procedura di voto nel consiglio di amministrazione dell'Esm, passando dal cosiddetto "comune accordo" (equivalente all'unanimità) a una sorta di maggioranza superqualificata, corrispondente all'85% delle quote di partecipazione al capitale versato dell'Esm, assegnate a ciascuno Stato membro. La Finlandia ha appena l'1,7974% delle quote. E non riuscirebbe a raggiungere il 15% per bloccare la decisione neanche se si alleasse con l'Olanda, altro paese che si è opposto al meccanismo anti-spread, che detiene il 5,7170% delle quote. Da notare, per contro, che l'Italia, con il 17,9137% delle quote, da sola potrebbe bloccare decisioni non gradite, come anche la Germania (27,1464%) e la Francia (20,3859%). Sotto la 'soglia di blocco' resta invece la Spagna, con l'11,9037% delle quote. "Una procedura di votazione d'urgenza - si legge nel Trattato, all'art.4) è utilizzata nei casi in cui la Commissione e la Bce concludono che la mancata adozione di una decisione urgente circa la concessione o l'attuazione di un'assistenza finanziaria (...) minaccerebbe la sostenibilità economica e finanziaria della zona euro. L'adozione di una decisione di comune accordo (...) nel quadro di detta procedura d'urgenza richiede una maggioranza qualificata dell'85% dei voti espressi". Lo stesso meccanismo di voto (maggioranza qualificata all'85% delle quote in caso d'urgenza) vale anche per gli acquisti, da parte dell'Esm, di titoli di Stato sul mercato primario, ovvero al momento dell'emissione. Gli interventi sul primario, comunque, che sono generalmente considerati più efficaci e meno inclini ad alimentare la speculazione rispetto a quelli sul mercato secondario, non sono stati menzionati nella minaccia di 'veto' finalndese, profferita oggi dal portavoce del premier finlandese Jyrki Katainen (vedi notizia TMNews delle 15.50).

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