venerdì 09 dicembre | 10:49
pubblicato il 24/gen/2013 16:27

Ue/Agricoltura: Parlamento approva contro-proposta di nuova Pac

(ASCA) - Bruxelles, 24 gen - La commissione Agricoltura del Parlamento europeo ha votato la proposta di riforma della Pac, la Politica agricola comune. Due giorni intensi, con i deputati europei chiamati a votare i circa settemila emendamenti presentanti al testo presentato dalla Commissione europea. Non a caso il presidente della commissione Agricoltura, Paolo De Castro, parla di ''contro-proposta'' licenziata dall'organismo parlamentare che presiede. Novita' in tutti i temi caldi, vale a dire i pagamenti diretti, lo sviluppo rurale e l'organizzazione comune dei mercati (Ocm).

Sul fronte dei nuovi pagamenti diretti, tra le novita' piu' significative, adottato il nuovo criterio di ripartizione delle risorse che non permettera' a nessun Stato Membro di percepire meno del 65% della media Ue. Un principio che per l'Italia si tradurra' in un aumento di circa 44 milioni di euro l'anno una volta messo a regime. Quanto alla distribuzione degli aiuti all'interno degli Stati Membri, maggiore attenzione sara' dedicata a quelle aree e settori dove una riduzione degli aiuti troppo repentina potrebbe impattare negativamente sui redditi dei produttori agricoli.

In pratica al termine del periodo di applicazione delle nuove regole (2020) i premi non saranno ridotti di piu' del 30% rispetto al primo anno di applicazione (2015). Al tempo stesso, gli Stati Membri potranno adottare un proprio sistema di convergenza interna per uniformare una parte dei titoli di pagamento.

Novita' anche per quanto riguarda il 'greening', la serie di misure per la sostenibilita' ambientale dell'agricoltura (diversificazione delle colture, un'area destinata al mantenimento della biodiversita'). In base al testo approvato anche le aziende con certificazione ambientale, agricoltura biologica, che gia' rispettino pratiche agro-ambientali di sviluppo rurale avranno automaticamente diritto ai ''pagamenti verdi'',cosi' come saranno esonerate anche le aziende il cui 75% della superficie e' coltivata a riso. Sul versante della diversificazione delle colture, saranno esonerate le aziende con superficie inferiore ai 10 ettari, mentre per le superfici tra 10 e 30 ettari saranno previste almeno due colture e sopra i 30 ettari tre colture (la proposta della Commissione prevedeva tre colture per tutte le superfici superiori ai 3 ettari). Previsto l'esonero da questo criterio per tutte le colture arboree (come ad esempio le produzioni mediterranee dell'olio d'oliva e degli agrumi) e per le aziende di dimensione inferiore ai 10 ettari. Per le restanti aziende ci sara' invece l'obbligo della coltivazione del 3% della superficie ad area ecologica (la proposta della Commissione prevedeva l'obbligo del 7% per tutte le aziende).

Tra le altre modifiche introdotte, i piccoli agricoltori riceveranno un importo totale fino al 15% della dotazione nazionale per i pagamenti diretti (la Commissione proponeva 10%), mentre per i giovani agricoltori le eventuali risorse non spese potranno essere trasferite ai nuovi entranti.

Ancora, per i paesi a programmazione regionale sara' possibile compensare le somme non utilizzate di uno o piu' programmi di sviluppo rurale con somme spese oltre tale limite da altri programmi (sempre di sviluppo rurale).

Previste poi anche ulteriori misure di sostegno per le regioni i cui agricoltori versano in gravi difficolta' finanziarie a seguito di condizioni eccezionali: in questi casi, gli Stati membri potranno incrementare fino all'80% la percentuale degli anticipi sulla Pac (anziche' del 50% per i pagamenti diretti e del 75% per lo sviluppo rurale).

Per De Castro ''e' sicuramente positiva'' la valutazione di queste due giornate di voto. La commissione Agricoltura del Parlamento europeo, sottolinea, ''ha confermato con impegno e determinazione la volonta' di creare condizioni e strumenti concreti di sostegno per l'agricoltura europea''.

Adesso la partita decisiva sara' quella che si giochera' in Consiglio europeo, dove i capi di Stato e di governo dei paesi dell'Ue dovranno definire il quadro finanziario di spesa per il periodo 2014-2020. ''Aspetteremo gli esiti del vertice del 7-8 febbraio sulle prospettive finanziarie dell'Unione'', spiega il l'europarlamentare italiano. Le ricadute sulle risorse Pac ''saranno valutate in Aula a marzo in occasione del voto della proposta di riforma'' e non sono escluse nuove ''eventuali correzioni emendative''.

bne/mau

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Bce
Draghi prolunga gli stimoli di 9 mesi e rassicura sull'Italia
Bce
Bce inchioda i tassi a zero e proroga il Qe a tutto il 2017
Bce
Draghi: non vediamo euro a rischio da incertezza politica Italia
Ambiente
Italia rischia sanzioni Ue per mancato trattamento acque reflue
Altre sezioni
Salute e Benessere
Orecchie a sventola, clip rivoluziona intervento chirurgico
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Flash Mob ai Fori per Amatrice con la Ferrari del record in Cina