martedì 21 febbraio | 22:51
pubblicato il 28/giu/2012 21:28

Ue/ Vertice,si studiano interventi su mercato primario dei bond

Prestiti Efsf o Esm per ridurre impatto alti spread all'emissione

Ue/ Vertice,si studiano interventi su mercato primario dei bond

Bruxelles, 28 giu. (askanews) - Potrebbe essere la strada per venire incontro alle richieste di Mario Monti di creare un meccanismo capace di contenere gli spread per i paesi 'virtuosi': nell'ambito del vertice Ue in corso a Bruxelles, si sta studiando una ipotesi nuova, finora mai sperimentata ma possibile secondo i testi giuridici in vigore, secondo cui il Fondo di salvataggio dell'Ue, l'attuale Efsf (o il suo successore permanente, l'Esm) interverrebbe, acquistando una parte dei bond dei paesi sotto pressione, già al momento dell'emissione (mercto primario), e non sul mercato di scambio (secondario) dei titoli emessi in precedenza. Secondo fonti di Bruxelles, in questo caso vi sarebbe anche una inedita disponibilità di massima dei tedeschi ad "aiutare Monti", invece della solita opposizione di principio. I tedeschi, secondo questa fonte, insistono sul fatto che l'intervento dell'Efsf o dell'Esm dovrebbe comunque essere chiesto ufficialmente dallo Stato membro interessato, con conseguente accettazione della 'condizionalità' dell'aiuto attraverso la sottoscrizione di un 'memorandum of understanding' (protocollo d'intesa) con la Commissione europea. Ma, e qui starebbe la novità più importante, si starebbe discutendo della possibilità di 'alleggerire' le condizioni richieste nel memorandum, limitandole al rispetto delle raccomandazioni 'country specific' (specifiche per paese), come quelle approvate la settimana scorsa dall'Eurogruppo, che la Commissione emette ogni anno per tutti gli Stati membri e che riguardano le riforme strutturali e le politiche economiche e di bilancio. Questa condizionalità 'alleggerita' potrebbe corrispondere alla richiesta di Monti che il meccanismo anti-spread sia attivato quando sono attaccati i paesi 'virtuosi' (in questo caso significherebbe quelli che rispettano le raccomandazioni 'country specific'), anche se resterebbe il requisito della richiesta da parte del paese interessato, invece dell'intervento 'automatico' non appena gli spread superano una certa soglia. Fra le diverse ipotesi sul tavolo, quella più semplice prevederebbe un intervento dell'Efsf/Esm, o di un veicolo finanziario collegato, con l'acquisto parziale (comunque sotto il 50%) dei bond emessi dal paese interessato, nel caso in cui i rendimenti chiesti dal mercato venissero giudicati 'eccessivi'.

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