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pubblicato il 28/giu/2013 12:00

Ue/ Vertice, accordo su 8-9 mld per occupazione in 2 anni

Aumento 40% prestiti Bei, 150 mld a Pmi, innovazione, efficienza

Ue/ Vertice, accordo su 8-9 mld per occupazione in 2 anni

Bruxelles, 28 giu. (askanews) - Il vertice Ue sull'emergenza disoccupazione ha prodotto, nella sua prima giornata ieri a Bruxelles, l'accordo che ci si attendeva per quanto riguarda il 'frontlading', ovvero l'anticipazione nel 2014 e 2015, dello stanziamento di 6 miliardi di euro per l'iniziativa sull'occupazione giovanile (che inizialmente doveva essere 'spalmato' su sette anni), e il rafforzamento del ruolo assegnato alla Banca europea degli investimenti (Bei) come erogatore di prestiti (in aumento del 40% nei due anni interessati) e di garanzie per gli investimenti delle Pmi, con la speranza di alleviare, se non compensare, la stretta del credito da parte delle banche nei riguardi dell'economia reale. La Bei ha già individuato opportunità di prestiti per circa 150 miliardi di euro, con priorità per l'accesso al credito delle imprese, l'innovazione e la formazione, l'efficienza energetica e le infrastrutture strategiche. L'iniziativa giovani sarà finanziata per i primi due anni, e poi - applicando il nuovo meccanismo di flessibilità ottenuto dal Parlamento europeo - potrà essere rifinanziata per gli anni successivi, e saranno rese disponibili nuove riserve per l'occupazione e la crescita, destinandovi ogni anno i fondi non spesi di altri programmi comunitari, invece di restituirli agli Stati membri come avviene oggi. Questa nuova opportunità dovrebbe produrre "almeno" altri due miliardi di euro per l'occupazione e la crescita da aggiungere ai 6 miliardi deliniziativa giovani nel biennio 2014-2015, secondo il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, che potrebbero diventare 3 miliardi secondo Letta. Uscendo dalla riunione, attorno all'una di notte, il premier italiano si è detto soddisfatto "sia per la parte sulla lotta alla disoccupazione giovanile che sul bilancio". Anche se non ancora risolto del tutto, è stato disinnescato infatti il rischio di un possibile nuovo blocco sull'accordo di bilancio (già bocciato ripetutamente dal Parlamento europeo), questa volta da parte della Gran Bretagna.

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