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pubblicato il 04/nov/2013 12:00

Ue vara nuove norme su buste di plastica, ora si potrà vietarle

Procedura contro Italia, che le proibiva, sarà forse "congelata"

Ue vara nuove norme su buste di plastica, ora si potrà vietarle

Bruxelles, 4 nov. (askanews) - La Commissione europea ha presentato, durante una conferenza stampa oggi a Bruxelles, una proposta di direttiva che modifica la legislazione comunitaria in vigore sugli imballaggi e i rifiuti d'imballaggio, con un giro di vite sulle misure che gli Stati membri dovranno prendere per ridurre il consumo delle buste di plastica o sportine usa e getta, individuate come quelle particolarmente sottili, con spessore inferiore a 50 microns. Sono dunque esclusi i sacchi della spazzatura o quelli per la raccolta differenziata, più spessi e robusti, ma sono incluse le sportine biodegradabili (comprese quelle fabbricate a partire dal mais). Gli Stati membri saranno tenuti a prendere delle misure per scoraggiare il consumo delle buste di plastica usa e getta, ma potranno scegliere se agire attraverso disincentivi economici (come imposte o prelievi che aumentino il prezzo della sportina), obiettivi nazionali di riduzione, o anche divieti di vendita o altre restrizioni alla commercializzazione, che finora non erano possibili secondo la legislazione Ue. L'Italia, in realtà, aveva già scelto la terza opzione (vietando, tuttavia, solo le buste usa e getta di plastica tradizionali, non quelle biodegradabili), ed era perciò incorsa in una procedura d'infrazione da parte della Commissione europea, procedura che a questo punto dovrebbe essere congelata e poi probabilmente archiviata, una volta che saranno adottate le nuove norme presentate oggi. Durante la conferenza stampa, il commissario all'Ambiente Janez Potocnik, lo ha lasciato capire, nonostante un linguaggio piuttosto cauto: la chiusura della procedura a carico dell'Italia, ha detto, "non sarà una conseguenza automatica: il caso resterà aperto, ma la Commissione considererà se valga la pena portarlo avanti o no, visto che con la nuova direttiva saranno possibili restrizioni di mercato". Bruxelles, insomma, ha concluso il commissario, "potrà decidere eventualmente di congelare il procedimento d'infrazione, fino all'adozione della legislazione proposta". Potocnik ha precisato che le nuove norme non prevedono un obiettivo di riduzione delle buste usa e getta al livello Ue, ma che comunque, con le nuove misure che gli Stati membri dovranno prendere, si pensa di poter raggiungere un obiettivo indicativo dell'80%, anche in base all'esperienza già fatta dai paesi più virtuosi, e in particolare l'Irlanda, che ha conseguito il 90% con una semplice tassa sulle sportine. Si stima che nel 2010 siano stati immessi nel mercato dell'Ue 98,6 miliardi di sacchetti di plastica (inclusi quelli più spessi e robusti), il che significa che ogni cittadino europeo ne ha usati 198. Le cifre sul consumo specifico di borse di plastica usa e getta indicano grandi differenze tra gli Stati membri: si va dai 4 sacchetti annui pro capite di Danimarca e Finlandia, ai 18 in Irlanda e Lussemburgo, fino ai 466 di Polonia, Portogallo, paesi baltici, Ungheria e Slovacchia. L'Italia è nel mezzo della classifica, con 181 sacchetti annui, poco sopra la media Ue di 175. I sacchetti di plastica usa e getta in gran parte non entrano nei flussi di gestione dei rifiuti e si accumulano nell'ambiente, dove possono resistere per centinaia di anni, soprattutto sotto forma di rifiuti marini: un problema sempre più grave e di portata mondiale, che minaccia gli ecosistemi marini, i pesci e gli uccelli. Un vero e proprio "continente" di rifiuti galleggianti, formato in gran parte di buste usa e getta, è stato individuato nell'Oceano Pacifico.

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