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pubblicato il 02/giu/2014 20:04

Ue: su raccomandazioni Bruxelles aleggia risultato elezioni europee

Ue: su raccomandazioni Bruxelles aleggia risultato elezioni europee

(ASCA) - Roma, 2 giu 2014 - L'Italia scongiura il rischio di fare una manovra di aggiustamento per centrare gli obiettivi di finanza pubblica, ma anche la Francia che, ha visto l'affermazione clamorosa di Marie Le Pen, e la Spagna possono tirare un sospiro di sollievo sfogliando le raccomandazioni della Commissione europea. Nessuna promozione a pieni voti dalla Commissione di Bruxelles ma nemmeno bocciature clamorose. Italia, Francia e Spagna, gli osservati speciali, riescono a superare l'ostacolo dell'esame di Bruxelles, anche se con motivazioni piuttosto articolate. Non c'e' dubbio che nel voluminoso dossier sulle raccomandazioni la Commissione uscente guidata da Jose' Manuel Barroso non sia stato ignorato l'esito delle elezioni per il parlamento europeo.

Anche se i partiti europeisti saranno la larga maggioranza il vento del malcontento contro le politiche di austerity e in generale la disaffezione nei confronti dell'Europa avranno una cospicua rappresentanza a Strasburgo. Barroso sottolinea che le priorita' sono ''lavoro e crescita'' e che non c'e' contraddizione tra risanamento dei conti pubblici e politiche a favore della crescita economica. Barroso respinge anche la lettura di un'Europa di burocrati che senza alcun fondamento democratico imporrebbe politiche agli Stati nazionali.

''Leggo che la Commissione - ha detto - impone misure ai governi e parlamenti nazionali. La Commissione non impone nulla. Le nostre raccomandazioni saranno esaminate e eventualmente approvate dal consiglio europeo''. Sembra comunque un fatto, che nelle raccomandazioni la portata 'politica' del messaggio sia preponderante su quella ragionieristica anche se la Commissione per la prima volta scende molto in profondita' nelle analisi sui singoli paesi.

Il caso piu' emblematico e' proprio l'Italia. Nel documento preparato dai tecnici di Bruxelles veniva sostanzialmente rigettata la richiesta italiana di far slittare al 2016 il pareggio di bilancio. Nelle raccomandazioni diffuse oggi il riferimento e' stato cancellato. Un via libera non esplicito ma che lascia all'Italia un importante margine di flessibilita' sul terreno delicato della finanza pubblica. E' vero che Olli Rehn ha indicato che non rispettare gli obiettivi ''non metterebbe l'Italia in buona posizione'', tuttavia lo stesso vice presidente ha riconosciuto che l'Italia ha fatto uno sforzo nel consolidamento di bilancio e grazie a questo, alla Bce e alla nuova governance si e' ricreato un clima di fiducia verso l'Italia. Fino a poche settimane difficilmente la Commissione avrebbe fatto una tale apertura di credito al governo italiano, limitandosi a chiedere una accelerazione del programma di riforme, un invito forse rivolto piu' al parlamento che al Governo. Il voto al Pd di Renzi alle europee non puo' essere ignorato da Bruxelles e per ragioni completamente opposte nemmeno quello francese al Front Nationale. did/

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