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pubblicato il 05/mar/2014 12:49

Ue: squilibri in Italia e Francia mettono a rischio crescita (2 upd)

Ue: squilibri in Italia e Francia mettono a rischio crescita (2 upd)

(ASCA) - Roma, 5 mar 2014 - La Commissione ritiene che 14 Stati membri presentino squilibri: Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Slovenia, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Nel caso di Croazia, Italia e Slovenia, tali squilibri sono considerati eccessivi.

Nell'ambito del monitoraggio continuo degli obblighi nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi, la Commissione si sta avvalendo anche di un nuovo strumento previsto dal patto di stabilita' e di crescita rafforzato per richiamare l'attenzione di due Stati membri della zona euro, la Francia e la Slovenia, sul rischio di inadempienza dell'obiettivo di bilancio raccomandato per quest'anno. In giugno, nel contesto del semestre europeo, la Commissione valutera' nuovamente la situazione generale alla luce degli obblighi previsti dal patto di stabilita' e crescita e, se necessario, proporra' misure appropriate al Consiglio.

Gli squilibri e gli squilibri eccessivi cui gli Stati membri dovranno rimediare sono di varia natura. I singoli esami approfonditi costituiscono una base analitica per avviare un dialogo con gli Stati membri nella fase di elaborazione dei rispettivi programmi nazionali di riforma e programmi di stabilita' e convergenza (programmi di bilancio a medio termine). Questi dovranno essere presentati alla Commissione entro la fine del mese di aprile e saranno valutati a inizio giugno, quando la Commissione presentera' una serie di raccomandazioni aggiornate specifiche per paese nella fase conclusiva del semestre europeo. Per quanto riguarda gli Stati membri che presentano squilibri eccessivi, in giugno la Commissione decidera' inoltre se sono necessarie ulteriori azioni.

I paesi che sono oggetto di un programma di aggiustamento (Grecia, Cipro, Portogallo e Romania) non sono coinvolti nella procedura per gli squilibri macroeconomici, in quanto gia' sottoposti alla sorveglianza prevista dai rispettivi programmi di aggiustamento economico.

did/

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