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pubblicato il 06/mar/2014 16:26

UE: Saccomanni, immotivati e incomprensibili commenti su conti pubblici

UE: Saccomanni, immotivati e incomprensibili commenti su conti pubblici

(ASCA) - Roma, 6 mar 2014 - ''I commenti sulla correttezza dei ''conti'' presentati dal Governo Letta, che secondo indiscrezioni di stampa sarebbero stati espressi dopo la diffusione dei risultati della ''in-depth review'' della Commissione Europea, sono incomprensibili e immotivati: la Commissione non ha fatto alcuna analisi ex-post della contabilita' nazionale, bensi' ha ribadito la divergenza tra le proprie stime e i nostri obiettivi per l'anno in corso.

Divergenza che potra' eventualmente essere apprezzata soltanto quando tutte le misure messe in campo avranno potuto esprimere i propri effetti''. E' quanto afferma l'ex ministro dell'economia Fabrizio Saccomanni ricordando che la ''Legge di stabilita' 2014 non fa previsioni ma mette in campo politiche per raggiungere obiettivi: il nostro obiettivo era una crescita intorno all'1%. La Commissione gia' a meta' novembre riteneva che la Legge di stabilita' non ne garantisse il conseguimento. L'Eurogruppo del 23 novembre aveva poi apprezzato le ulteriori iniziative poste in essere dal Governo in parallelo alle misure contenute nella Legge di stabilita': revisione della spesa, privatizzazioni, voluntary disclosure, gettito straordinario dalla revisione del capitale di Banca d'Italia. Tre di queste iniziative sono state concretamente attuate con le opportune norme in soli due mesi, mentre per la quarta - la revisione della spesa - soltanto la caduta del Governo ci ha impedito di trasformarla in provvedimenti attuativi nei tempi programmati''.

Secondo l'ex ministro ''sorprende tuttavia la decisione della Commissione di classificare come ''eccessivi'' gli squilibri macroeconomici italiani, anche perche' all'elevato debito indicato nella ''in-depth review'' hanno contribuito i versamenti ai fondi europei salva-stati e l'operazione straordinaria di pagamento dei debiti arretrati delle pubbliche amministrazioni, concordata con la Commissione''.

''Il governo Letta - continua Saccomanni - ha lavorato perche' la dinamica del rapporto debito/PIL declinasse sia attraverso il contenimento del deficit, sia - e soprattutto - attraverso la crescita economica (quindi del denominatore).

L'obiettivo di crescita intorno all'1% dunque e' ambizioso ma realistico, e l'attuale Governo non puo' che porsi obiettivi ancora piu' ambiziosi''. did/

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