domenica 22 gennaio | 20:06
pubblicato il 13/mar/2014 12:00

Ue richiama Italia: deve avere pareggio strutturale nel 2014

Portavoce Rehn: "E deve anche usare riforme per diminuire debito"

Ue richiama Italia: deve avere pareggio strutturale nel 2014

Bruxelles, 13 mar. (askanews) - La Commissione europea "saluta le intenzioni del governo italiano di ridurre l'imposizione fiscale sul lavoro finanziando questa misura soprattutto attraverso i risparmi individuati dalla 'spending review', ma allo stesso richiama l'Italia a rispettare i suoi impegni secondo le regole del Patto di Stabilità Ue"; innanzitutto, con una riduzione ulteriore del suo deficit pubblico fino a raggiungere il cosiddetto il pareggio di bilancio strutturale entro il 2014 ("obiettivo di medio termine"); in secondo luogo, con l'attuazione e di riforme strutturali che consentano di ridurre il debito pubblico secondo il ritmo indicato dalle nuove regole di "governance" economica dell'Eurozona, il "Six-pack" e il "Two-pack" (che sono state riprese nel trattato "Fiscal Compact"). Lo ha detto oggi a Bruxelles il portavoce del commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn, in reazione alle misure annunciato dal governo Renzi ieri. Il portavoce, Simon O'Connor, ha sostanzialmente ribadito l'attenzione pressocché esclusiva della Commissione al rispetto rigido e formale dei vincoli del nuovo Patto di Stabilità. A un paese come l'Italia, situato nel "braccio preventivo" del Patto (perché ha il rapporto disavanzo/Pil inferiore al 3% ed è uscito dalla procedura per deficit eccessivo), "si richiede di concentrarsi - ha ricordato - sul raggiungimento dell'obiettivo di medio termine, ovvero il pareggio strutturale di bilancio, e, in collegamento con questo, di rispettare la nuova regola sul debito", ovvero il suo abbattimento a tappe forzate garantito attraverso riduzioni di spesa strutturali. In altre parole, secondo la Commissione, anche restando sotto la soglia 3% rispetto al Pil, non è consentito aumentare il deficit, deviando anche solo temporaneamente dalla traiettoria verso il pareggio strutturale. Le misure annunciate ieri dal governo, invece, prevedono di finanziare una parte della riduzione del cuneo fiscale proprio con un aumento dello 0,4% del rapporto disavanzo/Pil, inizialmente previsto al 2,6% nel 2014, riportandolo a ridosso della soglia del 3%. Il portavoce di Rehn, tuttavia, ha lasciato un'apertura possibile sulle misure annunciate dall'Italia, precisando di non poter ancora dare un giudizio, in assenza di tutti gli elementi e dettagli che ne consentano un'analisi approfondita. Questi dettagli dovranno essere comunicati dal governo a Bruxelles in aprile, con il nuovo Programma di Stabilità e il nuovo Programma nazionale di riforme, su cui la Commissione darà il suo giudizio a giugno, nel quadro del cosiddetto Semestre europeo.

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