mercoledì 18 gennaio | 09:02
pubblicato il 18/nov/2015 18:53

Ue, Juncker apre a flessibilità anche sulle spese anti terrorismo

Renzi: Sacrosanto, noi lo avevamo proposto oltre un anno fa

Ue, Juncker apre a flessibilità anche sulle spese anti terrorismo

Roma, 18 nov. (askanews) - La Commissione europea ha ufficialmente aperto alla possibilità estendere la flessibilità di bilancio anche alle spese straordinarie su sicurezza e antiterrorismo che gli Stati, Francia in testa, dovranno sobbarcarsi. A pochi giorni dalle stragi di Parigi, l'annuncio è arrivato dallo stesso presidente Jean-Claude Juncker. "Considero che i mezzi supplementari debbano non debbano avere lo stesso trattamento, nel Patto di stabilità, che ci sta per le spese ordinarie. A spese straordinarie risposta straordinaria", ha detto durante un dialogo con i cittadini a Bruxelles. E questo deve valere "per tutti".

Il segnale di Juncker è stato subito accolto dal presidente del consiglio Matteo Renzi, che ha rivendicato come sostanzialmente sia "la proposta che l'Italia ha lanciato al vertice Nato in Galles nel settembre 2014". Allora, "ci fu detto di no, sostenendo che si trattasse di proposta esagerata, vedo che oggi le cose cambiano, è un fatto positivo, giusto, sacrosanto, sarebbe assurdo se uno sta attento allo zero virgola prima di fare un investimento sulla cybersecurity".

L'apertura di Juncker giunge all'indomani del documento di valutazioni, proprio della Commissione, sui piani di bilancio presentati dai vari stati sul 2016. In cui è stata appena ribadita la disponibilità a considerare flessibilità anche sulle spese di accoglienza dei profughi. Difficilmente, dopo i fatti degli ultimi giorni, l'Ue avrebbe potuto non mostrare una predisposizione analoga sulle spese di sicurezza legate a doppio filo con l'emergenza profughi.

Juncker però ha voluto respingere con forza i parallelismi "semplicistici terroristi-profughi". Perché semmai "coloro che hanno commesso e organizzato le barbarie a Parigi sono gli stessi che fanno scappare i rifugiati", ha detto. Ad ogni modo ormai "parlare di guerra è un fatto acquisito. Come Francois Hollande, considero l'Isis il nemico numero uno dell'Europa. Mettiamo da parte i problemi che ci sono tra noi per concentrarci su questo, che se non non viene affrontato porterà l'Europa sull'orlo del baratro".

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