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pubblicato il 22/gen/2014 18:17

Ue: Confindustria, bene industrial compact ma rischi da politiche CO2

Ue: Confindustria, bene industrial compact ma rischi da politiche CO2

(ASCA) - Roma, 22 gen - 2014 - Sostegno ''convinto'' di Confindustria all'Industrial Compact annunciato oggi dal Vice Presidente della Commissione Ue Antonio Tajani, ''cui va riconosciuto merito e determinazione'' ma allo stesso tempo dubbi sugli effetti sul sistema produttivo delle politiche sulle emissioni di CO2.

Secondo Viale dell'Astronomia l'Industrial Compact e' ''un chiaro segnale della volonta' dell'Europa di puntare sull'industria. Occorre ora andare avanti e tradurlo, al piu' presto, in misure concrete per un effettivo rilancio della crescita e dell'occupazione, possibili solo attraverso il manifatturiero. Confindustria si augura che la futura Presidenza italiana - insieme alle istituzioni e ai governi europei - raccolga questa sfida e faccia proprie queste proposte''. ''Nel merito - prosegue Confindustria - prendiamo atto che e' stata accolta la nostra richiesta di mantenere valida la lista dei settori a rischio di carbon leakagefino al 2020 e di non modificare l'assetto normativo dell'Emissions Trading Scheme fino a tale data, ma restiamo fortemente preoccupati per il quadro delle politiche climatiche ed energetiche da qui al 2030. Un obiettivo europeo unilaterale vincolante di riduzione delle emissioni di CO2 del 40% al 2030 rischia di essere irrealistico e autolesionista in una fase critica come l'attuale e di avere gravi effetti sulla competitivita' dell'industria italiana ed europea, senza produrre i risultati sperati. Questa scelta potrebbe portare a un aumento del prezzo dell'energia elettrica all'ingrosso tra il 15 e il 20%, incrementando ulteriormente il gap rispetto all'industria americana che oggi gia' paga l'energia oltre il 50% in meno dell'industria europea''. ''L'applicazione ai soli Stati membri della Ue - conclude Confindustria - implica ulteriori, pesanti sforzi di riduzione delle emissioni da parte dell'industria, a fronte dell'indifferenza degli altri Paesi. La sfida ambientale va sostenuta, e' una grande opportunita' di crescita anche per la nostra industria, che e' per altro all'avanguardia nei settori della tecnologia per l'efficienza energetica, ma porre obiettivi vincolanti significherebbe tarpare le ali allo sviluppo della filiera tecnologica italiana dell'efficienza, costringendo all'uso di tecnologie non valide ne' sul piano economico ne' su quello ambientale''.

com-fgl/

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