lunedì 20 febbraio | 00:53
pubblicato il 22/feb/2013 11:24

Ue: Commissione, ripresa lenta tra incertezze e crescita disoccupazione

(ASCA) - Bruxelles, 22 feb - L'economia dell'Unione europea ''sta lentamente uscendo dalla contrazione'', e il legame tra finanze pubbliche fragili, banche vulnerabili e macroeconomia debole che ha alimentato la crisi dei debiti sovrani nella prima meta' del 2012 ''si e' indebolito''. La situazione, in sostanza, sembra aver subito un'inversione di tendenza e per il 2013 e il 2014 gli indici di crescita e inflazione sono positivi, in aumento il primo e in flessione il secondo.

Resta pero' il problema delle disoccupazione, che continuera' a crescere. Questo, in estrema sintesi, il quadro che emerge dalle previsioni economiche invernali della Commissione europea presentate oggi a Bruxelles. Relative all'anno in corso e al prossimo, con un riferimento al biennio precedente (2011-2012), le stime parlano di due facce della stessa europa: oltre alla tradizionale divisione Unione europea-Eurozona, si pone la questione di una ripresa a meta'. Se da una parte le attuali proiezioni mostrano ''un ritorno moderato alla crescita'' nel corso di quest'anno frutto anche di ''un graduale riacquisto di fiducia'', dall'altra il mercato del lavoro ''e' un serio problema''.

Bruxelles riconosce che i progressi compiuti dagli stati membri finora ''dovrebbero contribuire a un rafforzamente della crescita nel 2014'', ma cio' nonostante ''i livelli di disoccupazione rimangono inaccettabilmente elevati nell'Unione europea nel suo complesso, e ancor di piu' in quegli stati membri che stanno affrontando i piu' grandi aggiustamenti necessari'' per il ritorno alla sostenibilita'.

Un livello di disoccupazione elevato e persistente ''rischia di poter diventare strutturale''. Il consiglio implicito e' quello di promuovere politiche occupazionali efficaci. Altra indicazione contenuta nello studio della Commissione europea e' continuare e completare il lavoro di costruzione dell'unione economica e monetaria. ''Un'efficace realizzazione di politiche di rafforzamento dell'Unione economia e monetaria e la promozione degli aggiustamenti necessari sono cruciali per contenere il rischio di un nuovo aggravarsi della crisi del debito sovrano''. Perche', si mette in guardia nel documento, ''nonostante tutto l'incertezza e' ancora elevata e i rischi permangono''.

bne/sam/bra

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