venerdì 09 dicembre | 08:41
pubblicato il 05/mar/2014 12:56

Ue: Commissione, 14 Stati presentano squilibri. Eccessivi in Italia

Ue: Commissione, 14 Stati presentano squilibri. Eccessivi in Italia

(ASCA) - Roma, 5 mar 2014 - La Commissione Ue ritiene che 14 Stati membri presentino squilibri: Belgio, Bulgaria, Germania, Irlanda, Spagna, Francia, Croazia, Italia, Ungheria, Paesi Bassi, Slovenia, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Nel caso di Croazia, Italia e Slovenia, tali squilibri sono considerati eccessivi. In particolare, secondo la Commissione l'Italia deve contrastare un debito pubblico molto elevato e una competitivita' esterna debole: ''Entrambi gli aspetti sono ascrivibili in ultima analisi al protrarsi di una crescita deludente della produttivita' e richiedono un intervento urgente e risoluto per ridurre il rischio di effetti negativi per l'economia italiana e per la zona euro''. Nell'ambito del monitoraggio continuo degli obblighi nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi, la Commissione si sta avvalendo anche di un nuovo strumento previsto dal patto di stabilita' e di crescita rafforzato per richiamare l'attenzione di due Stati membri della zona euro, la Francia e la Slovenia, sul rischio di inadempienza dell'obiettivo di bilancio raccomandato per quest'anno. In giugno, nel contesto del semestre europeo, la Commissione valutera' nuovamente la situazione generale alla luce degli obblighi previsti dal patto di stabilita' e crescita e, se necessario, proporra' misure appropriate al Consiglio. Gli squilibri e gli squilibri eccessivi cui gli Stati membri dovranno rimediare sono di varia natura. I singoli esami approfonditi costituiscono una base analitica per avviare un dialogo con gli Stati membri nella fase di elaborazione dei rispettivi programmi nazionali di riforma e programmi di stabilita' e convergenza (programmi di bilancio a medio termine). Questi dovranno essere presentati alla Commissione entro la fine del mese di aprile e saranno valutati a inizio giugno, quando la Commissione presentera' una serie di raccomandazioni aggiornate specifiche per paese nella fase conclusiva del semestre europeo. Per quanto riguarda gli Stati membri che presentano squilibri eccessivi, in giugno la Commissione decidera' inoltre se sono necessarie ulteriori azioni. I paesi che sono oggetto di un programma di aggiustamento (Grecia, Cipro, Portogallo e Romania) non sono coinvolti nella procedura per gli squilibri macroeconomici, in quanto gia' sottoposti alla sorveglianza prevista dai rispettivi programmi di aggiustamento economico. Mef: ''Riforme del governo in linea col documento della Commissione''. Il documento di analisi sugli squilibri macroeconomici dei paesi dell'Unione Europea pubblicato oggi dalla Commissione Europea e le recenti dichiarazioni del Commissario Olli Rehn sulla necessita' che l'Italia avvii un ambizioso piano di riforme trovano ''piena condivisione da parte del Governo, come risulta evidente dalle dichiarazioni programmatiche rese in Parlamento in occasione del dibattito sulla fiducia''. E' quanto si legge in un comdel ministero dell'economia che rileva come ''il programma di riforme dell'Esecutivo e' in linea con le indicazioni emerse da questa analisi della Commissione. L'Esecutivo intende infatti dare una svolta al processo di riforma per rafforzare la competitivita' e garantire una crescita forte, sostenibile e ricca di posti di lavoro. Le riforme annunciate saranno tradotte operativamente in un cronoprogramma che sara' inserito nel prossimo Programma Nazionale di Riforma''. Il ministero sottolinea che ''ora e' giunto il momento di porre al centro dell'azione del Governo la crescita economica e l'occupazione''. Il Mef poi commenta il rapporto della Commissione di Bruxelles sugli squilibri macroeconomici. Il Mef osserva che la competitivita' dell'economia italiana e' oggi limitata dall'elevato cuneo fiscale sul costo del lavoro, un problema che il Governo si accinge ad affrontare con determinazione. Tuttavia la capacita' di reazione dell'economia e il ribilanciamento dei conti con l'estero consentono di avere fiducia sulla presenza di una forte capacita' di adattamento e flessibilita' del sistema produttivo nazionale''. Per contrastare la recessione, ''le aziende manifatturiere italiane hanno fatto ricorso alla riduzione dei costi di produzione, al miglioramento qualitativo dei prodotti e al contenimento dei prezzi e dei margini di profitto e questo ha permesso un netto miglioramento dei conti verso l'estero. Cio' ha permesso di ottenere un miglioramento della bilancia commerciale che e' passata nel breve arco di 3 anni da un deficit di 30 miliardi nel 2010 ad un surplus di quasi 10 miliardi nel 2013. Nello stesso periodo il saldo delle partite correnti e' passato da un deficit di 3,5% a un surplus di 0,8% del PIL. La posizione patrimoniale netta sull'estero, pur deficitaria, e' rimasta all'interno della soglia d'attenzione collocandosi a meno del 30% del PIL''. L'altro squilibrio indicato dalla Commissione e' l'elevato debito pubblico. ''L'andamento del debito pubblico in relazione al PIL deriva prevalentemente dal denominatore del rapporto, cioe' dalla crescita modesta degli anni precedenti la crisi e poi dalla profonda recessione, che si e' accompagnata ad una crescita insoddisfacente della produttivita'. Il debito - osserva il Mef - e' cresciuto anche per il contributo nazionale ai meccanismi europei di protezione e per i rimborsi dei debiti pregressi delle Pubbliche Amministrazioni. Questi problemi richiedono un'azione decisa in termini di sostegno immediato alla crescita e di una forte azione di riforme strutturali. Lo sforzo per correggere l'andamento dei conti pubblici e' stato significativo negli ultimi due anni, con un aggiustamento fiscale di circa 3 punti percentuali in termini strutturali grazie al quale la soglia del 3% non e' stata superata. Questo ha consentito di contenere l'aumento del rapporto debito/PIL. Pur in un contesto molto difficile, l'Italia ha mantenuto e rafforzato la propria stabilita' economica e finanziaria. L'uscita dalla procedura per disavanzi eccessivi dell'Unione europea e' uno dei risultati visibili di quest'azione. Il calo dello spread sotto i 200 punti base testimonia come gli sforzi del Paese siano stati importanti e riconosciuti''. int/

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Bce
Draghi prolunga gli stimoli di 9 mesi e rassicura sull'Italia
Bce
Bce inchioda i tassi a zero e proroga il Qe a tutto il 2017
Bce
Draghi: non vediamo euro a rischio da incertezza politica Italia
Ambiente
Italia rischia sanzioni Ue per mancato trattamento acque reflue
Altre sezioni
Salute e Benessere
Orecchie a sventola, clip rivoluziona intervento chirurgico
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni