martedì 21 febbraio | 11:57
pubblicato il 17/ott/2013 13:41

Ue: ancora nessun accordo sul bilancio, rischio shutdown per 2013

(ASCA) - Bruxelles, 17 ott - Ancora nessun accordo sul bilancio dell'Unione europea per il 2013, e se Parlamento europeo e Consiglio Ue non raggiungono un'intesa nei prossimi giorni si avra' un default tecnico per l'anno in corso.

L'Europa non ha piu' risorse, e se non si rimpinguano le casse comunitarie non si potra' procedere al pagamento degli impegni per le politiche regionali, lo sviluppo rurale e gli aiuti allo sviluppo e la cooperazione internazionale. Per l'Europa, ammettono a Bruxelles, ''manca poco allo shutdown''. Tutto ancora legato al dibattito sulla manovra correttiva per l'anno in corso: la Commissione europea ha chiesto 11,2 miliardi di risorse extra per onorare i pagamenti, ma i conti ancora non tornano. La cifra e' stata accordata dal Consiglio Ue in due tranche: la prima (7,3 miliardi) e' stata approvata, la seconda (3,9 miliardi) vede la proposta degli Stati membri di includere all'interno dei 3,9 miliardi mancanti i 400 milioni di aiuti per gli paesi colpiti dalle alluvioni del 2013 (Austria, Germania, Repubblica ceca e Romania). E' stata approvata la settimana scorsa la mobilizzazione di 360,5 milioni di euro a favore della Germania, 21,7 milioni per l'Austria, 15,9 milioni per la Repubblica ceca e 2,5 milioni per la Romania, con risorse che per gli Stati membri devono essere ricavate pero' non dal Fondo di solidarieta' - un fondo solitamente tenuto fuori dal bilancio generale dell'Ue perche' ritenuto una riserva emergenziale - ma nel bilancio comunitario. Il Parlamento europeo accusa gli stati membri di non stare ai patti, il Consiglio Ue accusa il Parlamento di essere poco flessibili.

Allo stato attuale un accordo ancora non c'e', e rischia di slittare il voto sulla proposta emendativa di bilancio per il 2013 prevista per martedi' a Strasburgo. Il Parlamento deve approvare la seconda tranche da 3,9 miliardi di risorse aggiuntive per l'anno in corso entro la prossima settimana, perche' se tutto slitta alla sessione plenaria di fine novembre sara' troppo tardi: pare infatti che Bruxelles a breve, se non si trova una soluzione, non avra' piu' un euro.

Tra poche settimane la disponibilita' finanziaria della Commissione europea sara' esaurita, e chiudere i negoziati martedi' prossimo serve per evitare crisi di liquidita'. Una crisi di liquidita' circoscritta all'anno in corso: le trattative sul bilancio 2013 incidono sugli esiti negoziali per il bilancio settennale 2014-2020, ma per questo secondo dossier ci sono ancora i tempi tecnici per un'approvazione. bne/cam

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