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pubblicato il 08/ott/2015 17:45

Tv locali, nuove regole per salvare patrimonio informazione

Fico (Vigilanza Rai) e Lorusso (Fnsi) alla Conferenza nazionale

Tv locali, nuove regole per salvare patrimonio informazione

Roma, 8 ott. (askanews) - Il duopolio Rai-Mediaset, che drena la maggior parte delle risorse pubblicitarie, il problema delle frequenze, che crea interferenze sui canali esteri. Ma anche il ruolo centrale svolto dall'informazione più vicina al territorio. Presente e futuro delle piccole emittenti tv al centro del dibattito della Conferenza Nazionale delle TV Locali, organizzata a Roma dal mensile Millecanali. Editori, giornalisti e rappresentanti delle Istituzioni hanno discusso di innovazione, sostegno, ed evoluzione economica del settore, tra illusioni e opportunità.

Un settore che, come ha ricordato Roberto Fico, presidente della Commissione di Vigilanza Rai, vanta una forza ineludibile: "Senza dubbio le televisioni locali aumentano il pluralismo dell'informazione. Di questo ne sono convinto e ci sono più occhi sul territorio che possono raccontare la storia di territori che spesso non è raccontata dalla televisione nazionale. Quindi da questo punto di vista sono senza dubbio un patrimonio. Aggiungerei che secondo me anche sulla raccolta pubblicitaria che le televisioni fanno, dovremmo riuscire ad avere maggiore qualità".

Preoccupa soprattutto l'attuale quadro tecnico-normativo, che rischia di mettere a repentaglio l'esistenza di numerose imprese. Per questo, secondo Raffaele Lorusso, segretario della Federazione Nazionale della Stampa, è necessario rimettere mano alle regole che governano l'intero sistema: "Questo è un punto imprescindibile, non perchè lo chiediamo noi ma perchè ne ha bisogno il paese. Noi abbiamo bisogno di definire innanzitutto che cosa significa servizio pubblico, abbiamo bisogno di una legge che regoli il conflitto d'interesse, abbiamo bisogno di una legge sui Trust. Abbiamo bisogno anche di una legge che regoli il mercato pubblicitario, perchè non esiste una legge che oggi pone dei tetti alla raccolta pubblicitaria come c'è invece in tutti gli altri paesi".

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