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pubblicato il 12/set/2014 16:31

Turismo: parlamentari Italia in Croazia, urge semplificare e riformare

(ASCA) - Lussino, 12 set 2014 - Semplificazione, sburocratizzazione, azione sistemica e completamento di processi di riforma che vanno oltre la specificita' del settore ma che risultano fondamentali per attrarre ad esempio investimenti dall'estero e non far definitivamente fuggire via l'imprenditoria nostrana. Sono in sintesi gli appunti presi in agenda dalla delegazione della X Commissione Attivita' produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati emersi dal confronto con le esperienze dei colleghi europei, non solo della Ue, presenti alla prima Conferenza interparlamentare sul turismo sostenibile che si e' svolta in Croazia. A guidare i commissari italiani il presidente Guglielmo Epifani, anche copresidente del Forum in virtu' del semestre italiano dell'Unione europea. A Zagabria e Lussino, dal faccia a faccia costante con i parlamentari degli altri stati membri dell'Ue, e anche di Bosnia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Turchia, i commissari italiani, Luciano Cimmino, Emma Petitti, Aris Prodani e Gabriella Giammanco, hanno tratto non solo nuovi input ma soprattutto la conferma che il turismo e' valore per tutti, dentro e fuori i confini, e come questione comune tra Paesi e comunita' diverse deve essere trattato adottando e usando le best practices risultate finora vincenti. ''Dobbiamo finalmente uscire dalla retorica del turismo quale pilastro dell'economia che pero' non vede mai applicate misure per il rilancio, con la conseguente perdita di competivita' - spiega Emma Petitti del PD -. Il Governo, insieme alla commissione, ha messo in campo un piano di riforme strutturali, a cominciare dal decreto Franceschini, un primo passo per una nuova politica industriale delle 33.000 strutture legate al turismo presenti in Italia''. Per Petitti, ''dal forum in Croazia arriva l'invito a guardare a politiche dei trasporti a 360 gradi, con l'Adriatico chiamato ad assumere un ruolo centrale in Europa''. In Italia intanto ''siamo ad un punto di svolta, soprattutto per quanto riguarda la riforma dell'Art.V della Costituzione e per tornare ad una politica centrale del turismo, semplificando, sburocratizzando. Per fare dell'economia turistica un pilastro reale ed un motore vero. Tutto passa pero' da processi di riforma che toccano anche Lavoro e Giustizia, indispensabile per attrarre investimenti, ed il compito che abbiamo e' quello di dare continuita' nella legislatura a questi processi''. D'accordo sul ruolo centrale della riforma dell'art. V anche il commissario Aris Prodani (M5S): ''Le difficolta' maggiori sono legate all'obiettivo di definire in maniera esatta gli ambiti di competenza tra Stato e regioni, ma e' l'unica maniera per far si' che il turismo diventi veramente un settore economico importante''. Prodani ricorda come ''solo di promozione negli ultimi anni le regioni abbiano speso un miliardo l'anno, spesso o sempre in competizione tra loro e mai facendo sistema, come Paese Italia''. Dalla tre giorni in Croazia si torna comunque ''con idee interessanti, frutto del confronto con gli altri Paesi, su come far convivere la crescita del flussi e il rispetto dell'ambiente''. La Croazia in questo senso ha fatto molto, ed allo stesso tempo si e' resa promotrice dell'iniziativa interparlamentare che i partecipanti, a cominciare dai delegati italiani, intendono gia' rendere annuale, magari iniziando a pensare alla prossima edizione proprio in Italia. ''Un ringraziamento particolare va al Parlamento croato per questa importante iniziativa - sottolinea Gabriella Giammanco (FI) -. La Croazia si dimostra Paese non solo geograficamente vicino ma legato all'Italia anche da aspetti culturali, enogastronomici, naturalistici''. Per Giammanco ''questi giorni sono stati la base di partenza per un'ulteriore collaborazione e lo sviluppo delle prospettive del comparto turistico tra Italia e Croazia, a cominciare dalla necessita' di potenziare i collegamenti aerei tra Zagabria Roma e Milano''. Tornando ai lavori, ''i dati analizzati dicono che l'Europa e' la prima meta turistica a livello mondiale, dunque il turismo puo' aiutare ad uscire dalla recessione ma si deve lavorare in maniera sistemica, organica, e non solo all'interno dei propri confini''. Con quali dinamiche? ''Guardando oltre gli aspetti specifici del settore - aggiunge Giammanco - che sono formazione, strutture, servizi e trasporti. E' necessaria la sburocratizzazione del sistema, con meno e piu' semplici regole. Necessario anche il completamento della riforma della Giustizia, per attrarre investimenti in un Paese dove oggi una causa civile dura 7 anni. Solo cosi', con una visione complessiva, si crea terreno fertile per lo sviluppo del turismo. Importante anche ridare allo Stato centrale il coordinamento delle politiche turistiche, cosi' come importante e' alimentare nuovamente il credito alle imprese, come indica la stessa BCE, pensando ad un Paese come l'Italia che ha il 97% delle sue aziende con meno di 15 dipendenti. Piu' respiro, anche per il settore turistico, significa poter investire in maggiore tecnologia e soprattutto trattenere in Italia gli imprenditori. In Croazia, ad esempio, lo Stato cede terreni a chi impianta industrie, e sostiene fiscalmente queste imprese nel periodo di start up''. gbt/dsk

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